fbpx

Liquidità. È questo l’anello mancante di una catena economica che necessita di ripartire. Ed è qui che si inserisce il decreto Liquidità che, tramite l’erogazione di finanziamenti garantiti da Sace e contro garantiti dallo Stato, consente ai gruppi imprenditoriali di dimensioni medio-grandi di disporre in tempi certi e brevi della liquidità necessaria.

Ogni crisi economica non è neutra. In un periodo di grandi cambiamenti è necessario essere positivi, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, nella consapevolezza che dalle fasi di recessione emergono i più abili interpreti del cambiamento. Dunque, la crisi produce vittime e vincitori.

Le vittime sono le aziende che non riescono a sostenersi finanziariamente per il tempo necessario al riequilibrio delle abitudini. I vincitori, invece, sono quelle realtà che si adoperano per interpretare il cambiamento.

Ci troviamo, infatti, in un mercato difficile per tutte le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni e dalla relativa localizzazione, in cui anche i grandi gruppi imprenditoriali, un tempo roccaforti di solidità patrimoniale ed eccesso di liquidità, si trovano ad affrontare il cambiamento del sistema economico e gli effetti della crisi sanitaria.

Il Governo, col decreto Liquidità, ha adottato una serie di misure finalizzate a ridurre l’impatto della recessione ed a supportare le aziende nella fase di ripresa. Ed il sistema creditizio ha recepito questo indirizzo nella consapevolezza di dovere assicurare alle aziende, in tempi brevi, i supporti finanziari di cui necessitano per tornare a soddisfacenti livelli di liquidità.

Tuttavia, come il “sistema Italia” dovrà dimostrare di saper utilizzare le risorse provenienti dalla Comunità Europea, così le nostre aziende dovranno riprogrammare le loro attività, validando piani economici e finanziari di breve e medio termine finalizzati a dimostrare il merito creditizio.

Già grandi gruppi industriali – come Fca, Autostrade, Oviesse, Rinascente – hanno attivato le richieste e dispongono di nuove risorse finanziarie, ad un ottimo prezzo di mercato, finalizzate a supportare i rispettivi riposizionamenti. Diviene, quindi, necessario che anche i gruppi imprenditoriali di medie dimensioni, in particolare quelli del Mezzogiorno, che hanno fondamentale importanza nel sistema economico complessivo, elaborino i rispettivi programmi attivando, in tempi brevi, le relative richieste.

E veniamo alle norme. L’art. 1 del decreto Liquidità prevede nuovi finanziamenti a favore delle imprese che verranno erogati dalle banche, garantiti dalla Sace e contro-garantiti dallo Stato, destinati a sostenere costi del personale, investimenti e capitale circolante.

I finanziamenti garantiti, che non potranno superare il maggiore tra il 25% del fatturato e il doppio della spesa salariale del 2019, non potranno avere una durata superiore a 6 anni con un preammortamento di 12, 18 o 24 mesi. Le banche, che erogheranno il prestito, beneficeranno, quindi, di una garanzia pubblica che, nel caso di gruppi imprenditoriali con meno di 5mila dipendenti e un fatturato sino a 1,5 miliardi di euro, sarà pari al 90%. A favore di queste imprese – e nel caso di finanziamenti inferiori a 375 milioni di euro – è previsto, inoltre, un iter semplificato secondo cui Sace si impegna a emettere la garanzia entro 48 ore dalla data di richiesta della banca. Il costo della garanzia è a condizioni particolarmente agevolate poiché, per i finanziamenti alle imprese diverse dalle Pmi, è previsto un costo di 50 punti base durante il primo anno, che sale a 100 nel secondo e terzo anno, per arrivare a 200 nel quarto, quinto e sesto anno. Il costo complessivo del finanziamento sarà, quindi, determinato dal singolo istituto di credito, come sommatoria del tasso, incluso il margine, e del costo della garanzia. Le imprese che accederanno ai finanziamenti dovranno impegnarsi alla gestione dei livelli occupazionali tramite accordi sindacali e a non distribuire dividendi o effettuare riacquisto di azioni nel 2020.

È, quindi, evidente che in un’arena che non risparmia distrazioni, per uscirne vittoriosi è necessario cogliere le opportunità, presentando al più presto i piani economico-finanziari agli istituti di credito, che trasmetteranno le relative richieste a Sace, chiamata a rilasciare la garanzia, funzionale all’erogazione dei finanziamenti. E in che tempi si ottiene l’erogazione? Secondo la task force Sace – Abi, ciascun istituto di credito dovrà procedere all’erogazione del finanziamento e alla relativa comunicazione a Sace entro 30 giorni dalla data di emissione della garanzia Sace.

Homepage > Pubblicazioni > Consulenza Aziendale > Il rilancio dei gruppi imprenditoriali del Mezzogiorno è garantito da Sace
Newsletter

Vuoi ricevere la nostra newsletter e rimanere aggiornato sulle nostre pubblicazioni?