Tutto ha un inizio ed una fine, o perlomeno questo è quello che la realtà in cui viviamo tende ad insegnarci. È inverosimile quanto poco durino le cose. E se invece tutto fosse un eterno fluire? er l’Italia quello dell’economia circolare è un vero settore di eccellenza, sviluppatosi anche grazie agli incentivi fiscali che stanno sostenendo le attività di riciclo e utilizzo di materie prime secondarie. L’agevolazione “Economia Circolare” prevista con il Decreto ministeriale 11 giugno 2020 ne è la prova.

Trasformare un intero sistema produttivo e la mentalità di tutti i soggetti che vi partecipano verso il concepimento di qualcosa che possa essere ricostruito, perché faccia parte di un flusso, deve essere l’obiettivo comune. Solo se riusciremo a costruire un’economia che utilizzi le cose senza sprecarle, potremo costruire il futuro, tant’è che anche il Ministero della Transizione Ecologica sta lavorando in questa direzione, prevedendo nella legge di bilancio 2023 un aggiornamento del credito di imposta Transizione 4.0. 

L’economia circolare è un sistema economico che si rigenera da solo. Questo tipo di economia è pianificato per riutilizzare i materiali nei cicli produttivi successivi, permettendo così la riduzione degli sprechi. È un cerchio nel quale i materiali continuano a girare, senza mai perdere la loro utilità. Un sistema nel quale viene cancellata l’idea di inizio e fine. Non esistono più i “rifiuti”, perché ogni pezzo è pensato per essere materia prima di un prodotto nuovo.

Per l’Italia quello dell’economia circolare è un vero settore di eccellenza. È la migliore tra i 27 Paesi dell’Unione nell’indice di circolarità costruito su 17 diversi indicatori; prima per consumo interno di materia pro-capite e percentuale di riciclo sul totale dei rifiuti ed è più avanti  di altri grandi Paesi europei (per citarne alcuni: Germania, Francia, Spagna, Polonia) per energia consumata/unità di Pil e consumo di materia/unità di Pil.

Questo scenario si è creato anche grazie agli incentivi fiscali a sostegno delle attività di riciclo e utilizzo di materie prime secondarie. Ed è in questo contesto che si inserisce l’incentivo “Economia Circolare” previsto con il Decreto ministeriale 11 giugno 2020.

La misura, gestita da Invitalia, è stata attivata dal Ministero dello Sviluppo economico, ed è rivolta alle imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta.

In cosa consiste l’agevolazione? L’incentivo sostiene attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale,  strettamente connesse tra loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto e finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti. Obiettivo dei progetti? La riconversione produttiva delle attività economiche nell’ambito dell’economia circolare.

I progetti devono (oltre all’elevato contenuto di innovazione tecnologica e sostenibilità) essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali sul territorio nazionale, prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 500 mila euro e non superiori a 2 milioni di euro e avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi.

Le agevolazioni disponibili per le imprese sono le seguenti:

  • finanziamenti agevolati del Fondo rotativo imprese e ricerca (FRI), fino al 50% delle spese e dei costi ammissibili;
  • contributi alla spesa, in misura delle seguenti percentuali delle spese e dei costi ammissibili:
    • 20% per le micro e piccole imprese e per gli organismi di ricerca;
    • 15% per le medie imprese;
    • 10% per le grandi imprese.

Quali sono le spese ammissibili? L’incentivo “Economia circolare” ammette, tra le spese ammissibili, varie voci: spese sostenute per il personale, per strumenti ed attrezzature, per servizi di consulenza, costi relativi ai materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto e tanti altri ancora.

Per dirla con lo scrittore Alessandro Baricco: “Lui non cercava mai di capire cos’era il mondo, ma, sempre, cosa stava per diventare il mondo”, pertanto poniamoci il seguente interrogativo: cosa sta diventando il mondo? Le risorse sono finite e l’umanità inizia già ad indebitarsi con il futuro. Il pericolo che stiamo correndo è direttamente proporzionato alle nostre azioni, ma possiamo ancora invertire il trend.

Anche il Ministero della Transizione Ecologica sta lavorando per pianificare un futuro diverso da quello che si sta delineando, prevedendo nella legge di bilancio 2023 un aggiornamento del credito di imposta Transizione 4.0 per interventi a supporto dell’economia circolare e proponendo alcuni bonus fiscali a sostegno delle attività di riciclo e utilizzo di materie prime secondarie. Solo se riusciremo a costruire un’economia che utilizzi le cose senza sprecarle, potremo costruire il futuro.

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