La chiusura dei bilanci 2025 e la stagione delle relative dichiarazioni fiscali portano con sé un’opportunità che non in molti conoscono.
Le imprese che hanno accantonato gli utili del 2024 destinandoli a investimenti in tecnologia e innovazione potranno applicare, per il solo periodo d’imposta 2025, un’aliquota IRES ridotta dal 24% al 20%.
La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 e disciplinata da apposito decreto ministeriale, è già operativa. Non si tratta di un bonus usufruibile da tutti, ma di un accesso subordinato al rispetto di tre condizioni precise, ciascuna verificabile con un’analisi puntuale della situazione aziendale.
3 Requisiti fondamentali per l’accesso
Possono beneficiare dell’IRES premiale le società di capitali e gli enti di cui all’articolo 73 del TUIR, compresi gli enti non commerciali con riferimento all’eventuale attività commerciale esercitata, nonché gli intermediari finanziari. Sono escluse le imprese in liquidazione, quelle sottoposte a procedure concorsuali di natura liquidatoria e quelle che applicano regimi forfetari di determinazione del reddito.
Per accedervi è necessario rispettare le seguenti condizioni:
- Accantonamento dell’utile 2024
L’impresa deve aver chiuso l’esercizio 2024 con un utile e averne destinato almeno l‘80% a finalità diverse dalla distribuzione ai soci. Rientrano nel computo anche le quote destinate a copertura di perdite pregresse. Sono invece assimilati a distribuzioni gli acconti sui dividendi deliberati nel corso dello stesso esercizio.
Aver distribuito ai Soci più del 20% dell’utile 2024 ai soci preclude, dunque, l’accesso all’agevolazione.
- Investimenti qualificati necessari nel biennio 2025/2026
L’utile accantonato deve essere reinvestito in beni strumentali nuovi, interconnessi e destinati a strutture produttive in Italia, che rientrano nelle categorie ammesse ai crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0:
- beni materiali e immateriali 4.0 (Allegati A e B alla L. 232/2016)
- beni oggetto del bonus Transizione 5.0 (art. 38, DL 19/2024)
Per i beni Transizione 5.0 è richiesta un’ulteriore condizione: nel periodo d’imposta successivo all’entrata in funzione del bene, la struttura produttiva deve conseguire una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% (a livello di sito) o del 5% (limitatamente ai processi produttivi interessati dall’investimento) rispetto al 2024.
Gli investimenti devono essere realizzati entro il 31 ottobre 2026 e devono superare una soglia minima, corrispondente al maggiore tra:
- il 30% dell’utile 2024 accantonato
- il 24% dell’eventuale utile 2023
- 20.000 euro
Non è richiesto aver realizzato un utile nel 2023: il dato, se presente, serve esclusivamente come parametro di calcolo della soglia minima e non come requisito di accesso.
- Occupazione stabile nel 2025
Come ultima condizione, l’impresa deve:
- mantenere il numero di unità lavorative per anno (ULA) almeno pari alla media del triennio precedente;
- effettuare almeno una nuova assunzione a tempo indeterminato che costituisca un incremento occupazionale netto, secondo i criteri previsti dalla disciplina della super-deduzione per nuove assunzioni, in misura non inferiore all’1% dei dipendenti a tempo indeterminato mediamente occupati nel 2024;
- non aver fatto ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) né nel 2024 né nel 2025.
Al ricorrere di tutte e tre le condizioni, l’agevolazione si applica automaticamente, senza dover presentare un’istanza preventiva, assoggettando il reddito d’impresa all’aliquota del 20% in luogo del 24% ordinario.
È importante sottolineare che l’IRES premiale è cumulabile, nei limiti del costo sostenuto rimasto a carico dell’impresa, con il credito d’imposta Transizione 4.0 e con il credito Transizione 5.0.
Non basta accedervi, bisogna monitorare
Per le imprese che intendono accedere all’agevolazione, rispettare i requisiti di accesso non è sufficiente; occorre prestare attenzione anche a due possibili cause di decadenza:
- Distribuzione dell’utile accantonato: l’utile accantonato deve restare tale fino al 31 dicembre 2026 (secondo esercizio successivo al 2024). Una distribuzione ai soci prima di quella data comporta la decadenza dall’agevolazione. Fanno eccezione le distribuzioni parziali che non riducono la quota accantonata al di sotto della soglia minima dell’80% dell’utile 2024; tutto ciò che eccede quella soglia può essere distribuito senza conseguenze. Non si considerano distribuiti gli utili utilizzati a copertura delle perdite pregresse.
- Dismissione o cessione dei beni agevolati: i beni che hanno dato accesso all’agevolazione devono restare in uso nell’impresa, in Italia, per un preciso periodo di sorveglianza. La decadenza scatta se, entro quel termine, il bene viene dismesso, ceduto a terzi, destinato a finalità estranee all’attività d’impresa o trasferito a strutture produttive localizzate all’estero, anche se appartenenti allo stesso gruppo.
Il periodo di sorveglianza è di cinque anni: si estende fino al 2030 per gli investimenti effettuati nel 2025, e fino al 2031 per quelli realizzati entro il 31 ottobre 2026.
Un Vantaggio per chi sceglie di Investire
L’IRES premiale è un’opportunità in più per le imprese che hanno scelto di reinvestire l’utile 2024 in tecnologia, occupazione e crescita. Come tutte le agevolazioni fiscali, tuttavia, richiede di muoversi con consapevolezza per rispettare i requisiti, monitorare le cause di decadenza nel tempo e pianificare le scelte aziendali tenendo conto dell’intero quadro delle misure disponibili.
Ampio o ristretto che lo si voglia considerare, il ventaglio delle agevolazioni che il Legislatore mette a disposizione delle imprese merita sempre una consulenza attenta e continua, capace di trasformare ogni opportunità in un vantaggio concreto.