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Il settore agricolo è un comparto ritenuto strategico per l’economia italiana. Un sentire che diviene ancora più forte nelle regioni del Mezzogiorno e in modo particolare in Sicilia, che è da sempre terra di tradizioni, genuinità e fertilità.

E le occasioni da sapere cogliere nel migliore dei modi non mancano: la legge di Bilancio 2021 stanzia oltre un miliardo di euro al comparto, destinato pertanto a consolidarsi, innovarsi e valorizzarsi tramite una serie di misure pensate per il suo sviluppo. 

La legge di Bilancio 2021, oltre a rinnovare e potenziare molte misure agevolative in favore delle imprese industriali, destina oltre un miliardo di euro al settore agricolo, ritenuto un comparto strategico per l’economia italiana.

Molteplici sono le finalità perseguite.

  • incentivare il consolidamento della filiera agricola e il comparto pesca e acquacoltura già esistente;
  • spingere le nuove generazioni ad avviare imprese e start up innovative nel settore agricolo;
  • innovare, in chiave digitale, le aziende del settore;
  • valorizzare le iniziative di settore condotte da donne imprenditrici e i prodotti agroalimentari “made in Italy”.

Di seguito, una breve carrellata delle principali misure “in campo”.

FONDO A SOSTEGNO DELLA FILIERA AGRICOLA, PESCA E ACQUACOLTURA. Si tratta di un nuovo Fondo, per il quale la Legge di Bilancio 2021 ha stanziato 150 milioni di euro, riservato ad iniziative tese a favorire la promozione delle imprese agricole e sostenerne le filiere, al fine di accrescerne la competitività, innalzare la qualità dei prodotti e i livelli occupazionali.

FONDO DI SOLIDARIETA’ NAZIONALE. Rifinanziato con 70 milioni di euro per l’anno 2021, il Fondo di solidarietà nazionale è destinato ad indennizzare le aziende agricole danneggiate dalle avversità atmosferiche e fitosanitarie verificatesi a partire dal 1° gennaio 2019.

 FONDO A SOSTEGNO DEL SETTORE VITIVINICOLO. Un altro nuovo Fondo, cui è stata destinata una dotazione di 10 milioni di euro, è quello destinato al sostegno del settore vitivinicolo di qualità che ha subìto perdite a causa delle restrizioni dovute al Coronavirus.

In particolare, tali risorse saranno assegnate, nella forma di contributo, ai produttori vitivinicoli per lo stoccaggio privato dei vini a denominazione di origine controllata, a denominazione di origine controllata e garantita e a indicazione geografica tipica, certificati o atti a divenire tali e detenuti in impianti situati nel territorio nazionale.

FILIERA SUINICOLA E APISTICA. Nuove risorse sono stanziate anche in favore della filiera suinicola nazionale, a sostegno della quale viene introdotto un contributo a fondo perduto per la realizzazione di progetti o investimenti finalizzati ad innalzare la sostenibilità delle aziende zootecniche, di produzione e di trasformazione della carne.

Ancora un nuovo fondo viene istituito per la tutela e il rilancio delle filiere apistica, brassicola, della canapa e della frutta a guscio, con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2021.

CONTRASTO ALL’ ITALIAN SOUNDING. Tre milioni di euro per il triennio 2021 – 2023 sono le risorse destinate alle iniziative di valorizzazione dei prodotti made in Italy e, quindi, alla diffusione della dieta mediterranea, alle produzioni enogastronomiche italiane e al contrasto al fenomeno dell’italian sounding.

REGISTRO TELEMATICO PER LE PRODUZIONI CEREALICOLE. Novità anche per il comparto cerealicolo. Allo scopo di consentire un accurato monitoraggio delle produzioni cerealicole presenti sul territorio nazionale, é stabilito che chiunque detenga, a qualsiasi titolo, cereali e farine di cereali, è tenuto ad adottare e conservare un registro telematico in cui dovranno essere annotate tutte le operazioni di carico e scarico, quando la quantità del singolo prodotto supera le 5 tonnellate annue, con l’introduzione di pesanti sanzioni a carico di chi, essendo soggetto a tale obbligo, ometterà di tenere il registro o non adempia correttamente all’obbligo di registrazione telematica delle operazioni.

ESTENSIONE CREDITI D’IMPOSTA AGRICOLTURA 4.0. Le imprese del comparto agricolo rientrano anche nella misura del credito d’imposta concesso a tutte le imprese che, dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022, effettueranno investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio nazionale.

Fino a 2,5 milioni di euro di investimenti in beni strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione dell’attività in chiave tecnologica e digitale, realizzati fino al 31 dicembre 2021 (ovvero entro il 30 giugno 2022, purchè entro il 31 dicembre 2021, il relativo ordine risulti approvato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del prezzo di acquisizione) l’aliquota del credito d’imposta sarà del 50%.

CREDITO D’IMPOSTA PER IL POTENZIAMENTO DEL COMMERCIO ELETTRONICO IN AGRICOLTURA. Previsto, per i periodi d’imposta dal 2021 al 2023, in favore delle reti di imprese agricole e agroalimentari, incluse quelle che aderiscono al disciplinare “strade del vino”, un credito d’imposta nella  misura  del  40 %, con il limite di 50.000,00 euro, delle spese sostenute per  la   realizzazione   e l’ampliamento   di   infrastrutture   informatiche   finalizzate   al potenziamento del commercio elettronico, con particolare riferimento alle vendite in favore di clienti finali residenti fuori del territorio nazionale.

Potenziali beneficiari sono:

  • le imprese che producono i prodotti agricoli di cui  all’Allegato  I  del   Trattato   sul funzionamento dell’Unione europea;
  • piccole e medie imprese che producono prodotti agroalimentari (non ricompresi nel predetto Allegato I);
  • imprese operanti nei settori della pesca e acquacoltura, anche nella forma di reti di imprese agricole e agro-alimentari, di imprese cooperative o di consorzi aderenti ai disciplinari delle «strade del vino ».

Il suddetto credito d’imposta è concesso non solo per investimenti in infrastrutture informatiche finalizzate al consolidamento del commercio elettronico, ma anche per la creazione, ove occorra, di depositi fiscali virtuali nei Paesi esteri, gestiti dagli organismi associativi (reti d’impresa, cooperative e consorzi agricoli e agroalimentari), per favorire la stipula di accordi con gli spedizionieri doganali, anche ai fini dell’assolvimento degli oneri fiscali, e per le attività e i progetti legati all’incremento delle esportazioni. Mediante provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottarsi entro il prossimo 1° febbraio, verranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta.

La scelta delle misure pensate dal Governo per il potenziamento del settore è ampia. Adesso occorre soltanto comprendere quella che più fa al caso proprio.

 

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