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In un momento storico mai così denso di criticità ed incertezze, i devastanti effetti del Covid-19 determinano la necessità di effettuare determinate scelte finalizzate alla migliore salvaguardia delle aziende.

Ed è d’obbligo guardare al macro per arrivare al micro: la crisi dei mercati internazionali di ogni settore ci pone come spettatori muti, che guardano atterriti lo sgretolamento del sistema economico. In questo contesto surreale, gli imprenditori sono chiamati a effettuare tempestivamente valutazioni determinanti per il futuro delle aziende.

È importante, però, pensare che l’attuale emergenza deve costituire un’opportunità di trasformazione strutturale, poiché quando arriverà il momento della ricostruzione – e arriverà – sarà necessario disporre di progetti adeguati rispetto al contesto da cui ripartire. 

Per effetto dell’emergenza sanitaria, i Bilanci dell’esercizio 2019 potranno beneficiare del rinvio dei termini di approvazione da parte delle Assemblee dei Soci, pur in assenza di specifiche motivazioni. Tale aspetto, piuttosto che essere considerato un generico rinvio, deve indurre gli Amministratori ad approfondite valutazioni in merito all’opportunità di convocare le Assemblee entro l‘ordinaria scadenza di 120 giorni, piuttosto che nei maggiori termini. La convocazione delle Assemblee nei termini ordinari, potrebbe essere, infatti, lo strumento idoneo a dare tempestiva informazione di come gli effetti della crisi impattano sull’azienda e delle conseguenti prospettive di riposizionamento. Il decreto Cura Italia dispone che gli istituti di credito non possano revocare le linee di credito a disposizione delle aziende fino al 30 Settembre. Tuttavia, è evidente che un Bilancio approvato nei termini ordinari, con una informativa completa e puntuale sulle reali prospettive aziendali, conseguenti all’emergenza sanitaria, costituisca un punto di forza per un rapido progetto di rilancio.

FATTI INTERVENUTI DOPO LA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO. In presenza di fatti successivi alla data di chiusura dell’esercizio, si deve fare riferimento alle indicazioni del principio contabile OIC 29, paragrafo 59, che distingue tre ipotesi.La prima riguarda i fatti successivi, che devono essere recepiti nei valori di bilancio. La seconda riguarda i fatti successivi, che non devono essere recepiti nei valori di bilancio, bensì con indicazione in nota integrativa. La terza ed ultima ipotesi riguarda, invece, i fatti successivi che possono incidere sulla continuità aziendale.

NOTA INTEGRATIVA E RELAZIONE SULLA GESTIONE. Il principio contabile OIC 29, paragrafo 61, prevede che i fatti successivi alla chiusura dell’Esercizio, che non devono essere recepiti nei valori di Bilancio, debbano essere illustrati in Nota Integrativa, poiché rappresentano avvenimenti la cui mancata comunicazione potrebbe compromettere la possibilità per i destinatari dell’informazione di fare corrette valutazioni e prendere appropriate decisioni. Considerato che l’emergenza sanitaria sta determinando una contrazione dei ricavi non compensata da una conseguente riduzione dei costi, i Bilanci dell’esercizio 2020 subiranno una consistente riduzione degli utili. In tal senso, la Nota Integrativa dei Bilanci 2019 dovrà riportare un’informativa completa sull’entità della contrazione dei ricavi subita nel 2020 e sulle azioni di contenimento adottate dagli amministratori per ridurre le perdite derivanti dall’emergenza sanitaria. Ma contestualmente l’informativa dovrà rappresentare puntualmente le misure di rilancio ipotizzate, le prospettive aziendali e tutti gli aspetti rilevanti a dare esatta contezza dello stato dell’azienda alla data di approvazione del bilancio. L’organo Amministrativo avrà quindi la possibilità di rappresentare, seppur in un contesto  caratterizzato da enormi difficoltà, l’elaborazione di un piano di rilancio, che è certamente fondamentale sia se l’impresa continui a confrontarsi con lo scenario precedente l’emergenza sanitaria sia se in conseguenza della stessa possa conseguire un  diverso posizionamento. I sopraindicati aspetti dovranno essere rappresentati ancor più analiticamente nella Relazione sulla Gestione, in riferimento a cui l’articolo 2428 del Codice civile dispone espressamente che la relazione debba dar conto dei rischi aziendali e della prevedibile evoluzione della Gestione.

CONTINUITA’ AZIENDALE. L’entità e il rilievo dei fatti connessi all’emergenza sanitaria potrebbero determinare uno stato di default ed il venire meno della Continuità aziendale. In tal caso il Bilancio 2019 dovrà essere redatto secondo i normali criteri di funzionamento, piuttosto che con criteri liquidatori, poiché il venir meno della continuità è avvenuto successivamente alla data di chiusura dell’esercizio. Tuttavia, diviene necessario che amministratori, sindaci e revisori valutino compiutamente la Continuità aziendale, rilevando, nella Nota integrativa o nella Relazione sulla Gestione, se nel corso dell’esercizio 2020 vi siano rischi ai fini della continuità e motivando conseguentemente le ragioni per cui tali rischi ricorrano o possano essere esclusi. Al riguardo, il principio di revisione 570 prevede tra i diversi indici i seguenti  indicatori, che potrebbero essere influenzati dall’emergenza sanitaria: situazioni di deficit patrimoniale o di capitale circolante netto negativo; bilanci prospettici che mostrino flussi di cassa negativi; principali indici economico-finanziari negativi; incapacità di ottenere finanziamenti per lo sviluppo di nuovi prodotti o per gli investimenti necessari; eventi catastrofici contro cui non è stata stipulata una polizza assicurativa o contro cui è stata stipulata una polizza con massimali insufficienti. Il più delle volte è, quindi, possibile ribaltare le sorti aziendali. Anche quando tutto sembra perduto. Anche quando si scorge un burrone al di là della prospettiva più prossima. Anche quando sembra essere entrati in un vicolo cieco, che se intrapreso con progetti adeguati al contesto, potrebbe portare alla realizzazione di una nuova traiettoria.

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