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25.05.20

Liquidità a Pmi e professionisti: le opportunità del Fondo centrale di garanzia

L’articolo 13 del D.L. 23/2020 c.d. “Decreto Liquidità”, che ha abrogato l’art. 49 del D.L. 18/2020 c.d. “Cura Italia”, riprendendone quasi integralmente il contenuto, al fine di assicurare la necessaria liquidità a imprese e professionisti a seguito dell’emergenza Covid-19, ha previsto diversi strumenti di finanziamento “agevolati” garantiti quasi integralmente, dal Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi.

Il presente contributo intende fornire gli strumenti per acquisire una maggiore consapevolezza nella scelta tra le diverse misure messe in campo dal governo.

Il Decreto Legge n. 23 dell’ 8 aprile 2020, meglio noto come “Decreto Liquidità”, al fine di assicurare la necessaria liquidità a imprese e professionisti, a seguito dell’emergenza Covid-19, ha individuato una serie di finanziamenti agevolati che variano sia in base alle caratteristiche del soggetto richiedente (dimensione, settore di operatività, fatturato, ecc.) sia in base ai soggetti che concedono la garanzia.

Più precisamente, il legislatore ha previsto due macro tipologie di interventi, ovvero:

  • I finanziamenti garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia per le PMI e lavoratori autonomi (art. 13);
  • I finanziamenti garantiti da SACE – Servizi Assicurativi del Commercio Estero (Art. 1).

In data 14 aprile 2020, la Commissione europea ha autorizzato l’Italia a rendere operative le misure previste dalle suddette disposizioni in quanto coerenti con la normativa europea sugli Aiuti di Stato.

Nel presente contributo approfondiremo le caratteristiche dei finanziamenti garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia per le PMI e lavoratori autonomi, previsti dall’art. 13 del “Decreto Liquidità”.

Il Fondo Centrale di Garanzia per PMI non rappresenta di certo una novità nel nostro sistema economico.  E’ uno strumento istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico con la Legge n. 662/96 al fine di supportare le piccole e medie imprese e i professionisti che hanno difficoltà nell’accesso al credito bancario perché non dispongono di sufficienti garanzie.

Il Fondo, pertanto, ha il fine di concedere una garanzia pubblica al posto delle più costose garanzie normalmente richieste per ottenere un finanziamento.

Con il D.L. 23/2020, il legislatore, al fine di assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia, colpite dall’epidemia COVID-19, ha potenziato tale strumento a favore di PMI e professionisti, prevedendo, fino al 31 dicembre 2020, delle tipologie di finanziamento a condizioni più vantaggiose, in deroga alla vigente disciplina del Fondo di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

In particolare, l’articolo 13 del citato decreto, ha previsto le seguenti tipologie di finanziamenti:

  1. Finanziamenti fino a 25.000 euro per PMI e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni;
  2. Finanziamenti fino a 5 milioni di euro per PMI fino a 499 dipendenti;
  3. Rinegoziazione finanziamenti in essere​;
  4. Altre operazioni finanziarie.

Finanziamenti fino a 25.000 euro

Si tratta di finanziamenti garantiti al 100%, sia in forma diretta che in riassicurazione, dal Fondo Centrale di Garanzia, rivolti alle PMI (piccole e medie imprese) ed ai soggetti esercenti attività di impresa, arti o professioni sia in forma singola che associata, la cui attività sia stata danneggiata dall’emergenza   COVID-19.

Tali finanziamenti prevedono:

  • un preammortamento di 24 mesi dall’erogazione, in cui il beneficiario verserà la sola quota interessi;
  • una durata massima di 72 mesi, incluso il preammortamento;
  • un importo non superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, e comunque, non superiore a 25.000,00 euro;
  • un tasso d’interesse ridotto.

In merito all’individuazione dei ricavi di riferimento, occorre considerare i ricavi risultanti dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda ovvero, per i soggetti costituiti dopo il 1° gennaio 2019, da altra idonea documentazione, ad esempio mediante autocertificazione ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, corredata da una situazione contabile al 31/12/2019.

Per ciò che riguarda il tasso d’interesse, esso dovrà tenere conto della sola copertura dei soli costi di istruttoria e di gestione dell’operazione finanziaria e, comunque, non potrà essere superiore al c.d. Rendistato e cioè al tasso d’interesse calcolato mensilmente dalla Banca d’Italia derivante dalla media del rendimento dei titoli di Stato a cedola fissa con durata residua compresa tra 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi (Rendistato aprile 2020: 1,312% – Fonte Banca d’Italia), maggiorato della differenza tra il CDS banche a 5 anni e il CDS ITA  a  5  anni, maggiorato dello 0,20%.

Il rilascio della garanzia è automatico e gratuito, senza alcuna valutazione da parte del Fondo. L’ente finanziatore potrà pertanto erogare il finanziamento con la sola verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito dell’istruttoria del gestore del Fondo medesimo.

Finanziamenti con garanzia massima fino a 5 milioni di euro per PMI fino a 499 dipendenti

Si tratta di finanziamenti garantiti al 90% in forma diretta e al 100% in riassicurazione dal Fondo Centrale di Garanzia fino ad un importo massimo di 5 milioni di euro, rivolti alle imprese con numero di dipendenti non superiore a 499 unità.

Tali finanziamenti prevedono:

  • una durata massima di 72 mesi;
  • un importo non superiore a uno dei tre seguenti parametri, alternativi tra loro:
    1. Il doppio del costo del personale annuo 2019 o ultimo anno disponibile. Per le imprese neo-costituite l’importo massimo non può superare il costo del personale previsto per i primi due anni di attività;
    2. Il 25% del fatturato dell’anno 2019;
    3. Il fabbisogno per spese correnti e investimenti nei successivi 18 o 12 mesi, nei casi rispettivamente di piccole e medie imprese e di imprese con un numero di dipendenti fino a 499 unità. Tale fabbisogno deve essere attestato mediante apposita autocertificazione resa ai sensi del DPR 445/2000.
  • un tasso definito da spread agevolati.

Nel caso in cui il soggetto richiedente abbia conseguito un ammontare di ricavi non superiore a 3,2 milioni di euro, la cui attività d’impresa sia stata danneggiata dall’emergenza COVID-19, la garanzia diretta del 90%  può essere cumulata con un’ulteriore garanzia concessa da confidi o altri soggetti abilitati al rilascio di garanzie, a  valere su risorse proprie,  sino  alla  copertura  del  100% del finanziamento concesso. La predetta garanzia può essere rilasciata per prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi del soggetto beneficiario.

Rinegoziazione finanziamenti in essere​.

Si tratta di strumenti che consentono alle PMI ​di accedere alla garanzia del Fondo Centrale di Garanzia, con copertura dell’80% del finanziamento, per operazioni di rinegoziazione di finanziamenti a medio lungo termine in scadenza e operazioni di consolidamento di passività a breve termine sia garantite dal Medio Credito Centrale che non garantite, in quest’ultimo caso con incremento della linea di credito da consolidare di almeno il 10%.

Per le operazioni ammesse alla garanzia del Fondo, per le quali gli istituti di credito hanno già accordato la sospensione del pagamento delle rate di ammortamento o della sola quota capitale, ovvero l’allungamento del termine di scadenza, in connessione degli effetti indotti dalla diffusione del COVID-19, , la durata della garanzia del Fondo è estesa in conseguenza.

Ulteriori disposizioni

L’articolo 13 del D.L. 23/2020, oltre a confermate le disposizioni già contenute nell’articolo 49 del Dl 18/2020 relative al rafforzamento del Fondo di garanzia, ha introdotto ulteriori disposizioni che riguardano:

  • la possibilità di garantire operazioni finanziarie già perfezionate ed erogate dal soggetto finanziatore da non oltre 3 mesi e, comunque, dopo il 31 gennaio 2020;
  • il rafforzamento dell’intervento del Fondo a garanzia di portafogli di finanziamenti, anche senza piano d’ammortamento, dedicati a imprese danneggiate dall’emergenza Covid-19, costituiti per almeno il 20% da imprese aventi, alla data di inclusione dell’operazione nel portafoglio, un rating, determinato dal soggetto richiedente sulla base dei propri modelli interni, non superiore alla classe “BB” della scala di valutazione Standard’s and Poor’s;
  • la possibilità di concedere finanziamenti anche in favore delle imprese ubicate nelle Regioni in cui ancora è presente il limite di accesso alla garanzia diretta del Fondo (cd. “lettera r”).

Fondo di Garanzia, soggetti inadempienti e procedure concorsuali 

L’articolo 13 del D.L. 23/2020, infine, oltre a ribadire che, in ogni caso, sono escluse da tali agevolazioni le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” ai sensi della disciplina bancaria, prevede che la garanzia può essere concessa anche in favore di:

  • soggetti che presentano, alla data della richiesta di garanzia, esposizioni nei confronti del soggetto finanziatore classificate come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate” ai sensi del paragrafo 2, parte B della circolare n. 272 del 30 luglio 2008 della Banca d’Italia e successive modificazioni, purché la predetta classificazione non sia precedente alla data del 31 gennaio 2020;
  • imprese che, in data successiva al 31 dicembre 2019, sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale di cui all’articolo 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n.  267,  hanno stipulato accordi di ristrutturazione ai sensi dell’articolo  182-bis del regio decreto 267 del 1942 o hanno presentato un piano  attestato di cui all’articolo 67 del predetto regio decreto, purché, alla data del 9 aprile 2020, le  loro  esposizioni non siano più in una situazione che ne determinerebbe la classificazione come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato successivi all’applicazione delle misure di concessione e la banca, sulla base dell’analisi della situazione finanziaria del debitore, possa  ragionevolmente presumere il rimborso integrale dell’esposizione alla scadenza.

 

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