Il Fisco italiano non è solo tra i più esosi al mondo, è anche tra i più complicati e si colloca al terzo posto della speciale classifica stilata dall’indagine “Financial complexity index 2017”. Guardando solo all’Europa, l’Italia risulta il Paese con il sistema fiscale più complesso.

Il 21 giugno 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del Decreto legge n.73 contenente diverse misure di semplificazioni di carattere fiscale.

La domanda, pertanto, risulta spontanea: ci si avvia alla fine del percorso ad ostacoli Stato – Contribuente?

Il nuovo decreto semplificazioni è intervenuto per ridisegnare il calendario fiscale, prorogando alcune scadenze e introducendo alcune misure volte alla semplificazione in materia tributaria e alla riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese.

Tra le scadenze prorogate le principali sono:

  • lo slittamento della scadenza della dichiarazione IMU dal 30/06 al 31/12;
  • lo slittamento della scadenza della dichiarazione relativa l’imposta di soggiorno dal 30/06 al 30/09;
  • il rinvio al 30/06/2023 del termine per l’iscrizione degli aiuti di Stato Covid nel Registro Nazionale degli Aiuti, con conseguente slittamento della presentazione dell’Autodichiarazione dal 30 giugno 2022 al 30 novembre 2022;
  • un lieve rinvio per le scadenze delle comunicazioni delle liquidazioni Iva periodiche relative al II trimestre, dal 16 settembre al 30 settembre;
  • il restyling del calendario per l’invio degli elenchi Intrastat ora fissato alla fine mese successivo al periodo di riferimento.

Al fine di semplificare e ridurre gli adempimenti dei contribuenti, in relazione alle fatture elettroniche emesse a decorrere dal 1° gennaio 2023, il pagamento dell’imposta di bollo potrà essere effettuato, senza applicazione di interessi e sanzioni:

  • nei termini previsti per il versamento dell’imposta relativa al secondo trimestre dell’anno di riferimento, qualora l’ammontare dell’imposta da versare per le fatture elettroniche emesse nel primo trimestre sia inferiore a 5.000 euro (in luogo di 250 euro);
  • nei termini previsti per il versamento dell’imposta relativa al terzo trimestre dell’anno di riferimento, qualora l’ammontare dell’imposta da versare per le fatture elettroniche emesse nel primo e secondo trimestre sia inferiore complessivamente a 5.000 euro (in luogo di 250 euro).

Modificata anche la disciplina in materia di esterometro, prevedendo un ampliamento dei casi di esonero dalla presentazione del modello.

In particolare è stato escluso l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato:

  • per le quali è stata emessa una bolletta doganale;
  • per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche,
  • per quelle di importo unitario non superiore ad euro 5.000, relative ad acquisti di beni e servizi non rilevanti territorialmente ai fini Iva in Italia ai sensi degli articoli da 7 a 7-octies del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

La trasmissione telematica è effettuata trimestralmente entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento.

Con riferimento alle operazioni effettuate a partire dal 1° luglio 2022:

  • la trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni svolte nei confronti di soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato è effettuata entro i termini di emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi;
  • la trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni ricevute da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato è effettuata entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l’operazione o di effettuazione dell’operazione.

Inoltre, non è più richiesto per le singole operazioni di importo inferiore a 5.000 euro.

Altre semplificazioni sono previsti anche in materia di controlli sul modello 730, rimborsi fiscali per gli eredi,  in materia di attestazione per i contratti a canone concordato, ecc.

Di semplificazioni fiscali si parla ormai da troppi anni, sarà davvero questo decreto il primo passo verso una vera semplificazione o l’ennesimo abuso della parola stessa? A parere dello scrivente, la strada scelta sembra non cambiare la complessiva architettura dei rapporti tra contribuenti e l’amministrazione finanziaria.

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