Prorogata al 15 novembre 2022 la possibilità di rivalutare il costo fiscale dei terreni e delle partecipazioni detenute al primo gennaio 2022. A stabilirlo è la legge di conversione del decreto Energia.

Oggetto della rivalutazione potranno essere i terreni (siano essi agricoli o edificabili) e le partecipazioni detenute in società non quotate, ma attenzione a perizie di stima e versamento dell’imposta sostitutiva per godere a pieno del beneficio.

Lo scorso 21 aprile è stata approvata in maniera definitiva la legge di conversione del cosiddetto “Decreto Energia” (DL 17/2022), che proroga dal 15 giugno al 15 novembre 2022 il termine per optare per la rivalutazione del costo fiscale dei terreni e delle partecipazioni detenute al primo gennaio 2022.

I soggetti destinatari di tale agevolazione sono le persone fisiche, le società semplici, gli enti non commerciali ed i soggetti non residenti, privi di stabile organizzazione in Italia, che intendano affrancare in tutto o in parte le plusvalenze conseguite ai sensi dell’art. 68, comma 1, lettere da a) a c-bis) del TUIR. Pertanto, oggetto della rivalutazione potranno essere i terreni (siano essi agricoli o edificabili) e le partecipazioni detenute in società non quotate, posseduti alla data dell’1 gennaio 2022.

In conseguenza della proroga prevista, i soggetti interessati avranno tempi più ampi per porre in essere gli adempimenti previsti.

In particolare, il contribuente dovrà innanzitutto ottenere una perizia di stima, redatta ed asseverata da un professionista abilitato (quindi un dottore commercialista, un ingegnere, ecc.) da cui si evinca il valore del terreno o della partecipazione.

Una volta avuta contezza del reale valore del bene, dovrà procedere ad effettuare il versamento dell’imposta sostitutiva pari al 14% del valore di perizia, e quindi nella stessa misura sia per il caso di rivalutazione del costo fiscale di un terreno sia nel caso si intenda rivalutare una partecipazione.

L’imposta di rivalutazione, come nelle precedenti rivalutazioni, dovrà essere versata, mediante modello F24, entro la scadenza del 15 novembre in un’unica soluzione o in tre rate annuali di pari importo. Sulle rate successive dovranno essere versati anche gli interessi di dilazione nella misura del 3% annuo, a partire dal 15 novembre 2022.

Si ricorda che i pagamenti tardivi non consentono il perfezionarsi della rivalutazione, che quindi non produrrà effetti.

Nel caso in cui il contribuente abbia già beneficiato in precedenza dell’agevolazione ma volesse comunque avvalersi di una nuova rivalutazione dei terreni o delle partecipazioni possedute, non sarà tenuto al versamento delle eventuali rate ancora pendenti della precedente rivalutazione e potrà scomputare l’imposta sostitutiva già versata dall’imposta dovuta per la nuova rivalutazione.

Tuttavia, nel caso in cui con la nuova rivalutazione il valore del bene risultasse diminuito, l’eventuale eccedenza d’imposta sostitutiva precedentemente versata, che non trova capienza per essere scomputata dall’imposta dovuta per la nuova rivalutazione, non potrà essere chiesta a rimborso.

Si ricorda che nei casi precedenti di rivalutazioni parziali di partecipazioni, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nel caso si volesse beneficiare di una nuova rivalutazione parziale delle restati partecipazioni detenute nella medesima società, considerato che in questa disciplina si devono cedere per prime le partecipazioni appartenenti alla tranche rivalutata (secondo il metodo LIFO), è necessario provvedere a rivalutare per prime le ultime partecipazioni ricevute o acquistate, ossia quelle rivalutate già in precedenza.

Infine, con particolare riferimento alla rideterminazione del valore di partecipazioni non quotate (previsto dall’art. 5 comma 6 della L. 488/2001), si prevede che l’assunzione del valore di perizia in luogo del costo o del valore di acquisto non consente il realizzo di minusvalenze utilizzabili in compensazione o riportabili nei periodi d’imposta successivi, ai sensi dell’art. 68 del TUIR.

Quindi, in caso di successiva cessione delle partecipazioni rivalutate ai sensi della suddetta L. 488/2001, se il valore di perizia risultasse superiore al prezzo di cessione, la conseguente minusvalenza non assumerebbe rilevanza fiscale per il contribuente.

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