fbpx

11.10.21

Società di capitali estinta e debiti fiscali: quali responsabilità per soci, amministratori e liquidatori

La responsabilità sull’obbligazione tributaria a carico della società, nei casi previsti dall’articolo 36 del DPR 602/1973, essendo una responsabilità propria ex-lege, non presuppone una successione o coobbligazione nei confronti di ex-amministratori e liquidatori, nemmeno nel caso in cui la società risulti cancellata dal Registro delle Imprese.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 25530 del 21 settembre scorso, ha affrontato la questione della delimitazione della responsabilità che l’articolo 36 del DPR 602/1973 prevede a carico del liquidatore che non adempie all’obbligo di pagare, con l’attività liquidatoria, i debiti tributari sorti nel periodo di liquidazione e nei precedenti.

La suprema Corte ha stabilito, ribadendo quello che sembra essere l’orientamento prevalente, che l’Amministrazione Finanziaria non può fare valere tale responsabilità nei confronti del liquidatore tramite la notifica allo stesso di una cartella di pagamento derivante da un atto di accertamento divenuto definitivo a carico della società estinta, motivata con la esistenza di una coobbligazione in solido tra liquidatore e società.

L’articolo 36 del DPR 603/1972 stabilisce che i liquidatori che “non adempiono all’obbligo di pagare, con le attività della liquidazione, le imposte dovute per il periodo della liquidazione medesima e per quelli anteriori rispondono in proprio del pagamento delle imposte se non provano di aver soddisfatto i crediti tributari anteriormente all’assegnazione di beni ai soci o associati, ovvero di aver sodisfatto crediti di ordine superiore a quelli tributari. Tale responsabilità è commisurata all’importo dei crediti d’imposta che avrebbero trovato capienza in sede di graduazione dei crediti… I soci … che hanno ricevuto nel corso degli ultimi due periodi di imposta precedenti alla messa in liquidazione denaro o altri beni sociali in assegnazione degli amministratori … (e) dai liquidatori… sono responsabili del pagamento delle imposte dovute …  nel limite del valore dei beni stessi” tali responsabilità “sono estese agli amministratori che hanno compiuto nel corso degli ultimi due periodi di imposta precedenti alla messa in liquidazione operazioni di liquidazione ovvero hanno occultato attività sociali anche mediante omissioni nelle scritture contabili.”

Le suddette responsabilità sono accertata dall’ufficio con atto motivato da notificare ai sensi dell’articolo 60 del DPR 600/1973. Ne consegue che l’Amministrazione Finanziaria può avviare l’azione di responsabilità solo nei confronti del liquidatore e solo nel caso in cui questi abbia scorrettamente esaurito le disponibilità della liquidazione senza provvedere al pagamento dei debiti tributari.

Come affermato anche da altre ordinanze, di cui l’ultima del dicembre 2020, l’Amministrazione Finanziaria non può far valere nei confronti del liquidatore cartelle di pagamento basate su accertamenti notificati alla società, ancorché definitivi, dovendo la responsabilità del liquidatore essere accertata con uno specifico atto da notificare separatamente, con atto giuridicamente autonomo – e che potrà essere impugnato avanti al giudice tributario – né il liquidatore potrà essere destinatario di azioni riscossive (in qualità di ex-socio), essendo necessaria una preventiva verifica dei presupposti per indirizzare la pretesa tributaria nei confronti del socio.

Risulta, quindi, chiaro che il liquidatore non può essere considerato corresponsabile solidale della società in quanto la sua responsabilità, in presenza dell’integrazione delle fattispecie previste all’articolo 36, è una responsabilità per l’obbligazione propria ex legge che ha natura civilistica e non tributaria, per cui tale norma non pone alcuna successione o coobbligazione nei debiti tributari a carico del liquidatore, nemmeno nel caso in cui la società risulti cancellata dal registro delle imprese.

Pertanto, la responsabilità del liquidatore emerge solamente nel momento in cui nella fase liquidatoria sia accertata una condotta tale da aver determinato un danno al creditore “Amministrazione Finanziaria” derivante dalla devoluzione a terzi o al socio di parte del patrimonio della società.

Quindi, l’Amministrazione Finanziaria deve fornire una prova, in particolare deve provare che siano stati adottati specifici atti da cui sia conseguita la destinazione del patrimonio a terzi o a soci, o comunque un’indebita preferenza per altri creditori in violazione dei diritti del fisco.

Questo doppio livello di motivazione esclude che ci si possa avvalere di altri atti quali la cartella di pagamento o l’avviso di accertamento diretto alla società: infatti, secondo la Corte, quello verso il liquidatore è un credito dell’Amministrazione Finanziaria non strettamente tributario ma civilistico che trova titolo autonomo, rispetto alla obbligazione fiscale vera e propria sorta in capo alla società, costituente mero presupposto della responsabilità del liquidatore, anche se tale responsabilità deve essere comunque accertata dall’ufficio con atto motivato da notificare ai sensi dell’articolo 60 del DPR 600/1973, avverso il quale è ammesso ricorso secondo le disposizioni previste per il contenzioso tributario.

In buona sostanza, la responsabilità dei liquidatori, degli ex amministratori e dei soci di una società cancellata deve essere accertata con un atto specifico e ulteriore rispetto a quello emesso nei confronti della società.

È opportuno ricordare che la norma di collegamento introdotta con il decreto semplificazioni del 2014 – che ha stabilito la validità dell’atto notificato ad una società cessata nei 5 anni successivi alla cancellazione della stessa – ha la finalità di rendere possibile azionare la responsabilità di liquidatori, amministratori e soci prevista dall’articolo 36. Più precisamente, viene prevista:

  • nei confronti dei liquidatori che abbiano eventualmente soddisfatto crediti di ordine inferiore a quelli tributari o abbiano assegnato beni ai soci senza avere prima soddisfatto il credito tributario;
  • nei confronti degli amministratori che abbiamo compiuto, nel corso dei due periodi d’imposta precedenti alla messa in liquidazione, operazioni di liquidazione o abbiano occultato attività sociali, anche mediante omissione di scritture contabili;
  • nei confronti dei soci che abbiano eventualmente ricevuto dagli amministratori, sempre nel corso dei due periodi d’imposta precedenti la messa in liquidazione, denaro o altri beni sociali (in questo caso la responsabilità opera nel limite del denaro o dei beni eventualmente ricevuti).

Tale responsabilità, però, non opera in maniera automatica, ma solo nel caso in cui l’amministrazione finanziaria la accerti con un proprio atto motivato ai sensi dell’articolo 36, quindi con un atto ulteriore e diverso rispetto a quello notificato alla società. Pertanto, non si tratterà di una responsabilità in solido con la società ma una responsabilità per fatto proprio, dando così luogo ad una fattispecie tipicamente civilistica, quindi un debito distinto, che non comprende le relative sanzioni, rispetto all’obbligazione tributaria della società.

In definitiva, la responsabilità di liquidatori, ex amministratori e soci deriva dall’obbligazione tributaria non assolta da parte della società, il che può aversi soltanto quando l’imposta è stata prima accertata attraverso un atto valido nei confronti della società.

A tal fine, trova ragion d’essere il decreto semplificazione del 2014 che prevede la possibilità di notificare alla società un atto valido nel corso dei cinque anni successivi alla sua cancellazione – rendendo possibile l’accertamento del debito tributario anche dopo l’estinzione della società – e permette, se vi sono i presupposti previsti dall’articolo 36, di agire nei confronti di liquidatori,  ex amministratori e soci della stessa, ma solo attraverso un ulteriore atto.

Homepage > Pubblicazioni > Società di capitali estinta e debiti fiscali: quali responsabilità per soci, amministratori e liquidatori
Newsletter

Vuoi ricevere la nostra newsletter e rimanere aggiornato sulle nostre pubblicazioni?