L’approvazione del disegno di legge di conversione del decreto Aiuti Bis prevede la solidarietà degli acquirenti dei crediti solo nei casi di dolo o colpa grave degli stessi.

Tuttavia, ai fini della circolazione dei crediti, è necessario un ultimo passaggio consistente nella possibilità di consentire agli acquirenti di compensare i rispettivi crediti anche oltre l’anno di riferimento.

Nel mese di luglio abbiamo trattato i principali aspetti che presentava la circolazione dei crediti edilizi, rilevando la necessità che venisse adeguatamente regolamentato il principio di solidarietà e prevista la possibilità di compensare i crediti acquistati anche oltre l’anno di riferimento.

Successivamente, il decreto Aiuti ha previsto la possibilità di effettuare, con efficacia retroattiva, una quarta cessione dei crediti a favore di tutte le imprese titolari di conti correnti presso i diversi istituti di credito.

Adesso, con l’approvazione del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 115/2022 (decreto Aiuti Bis), che dovrà essere convertito definitivamente entro l’8 ottobre 2022, viene ridefinito il concetto di concorso nella violazione, limitandola al dolo o colpa grave.

È stato, quindi, fatto un primo ed importante passo avanti, ma è necessario un ultimo fondamentale passaggio. In particolare, bisogna prevedere la possibilità di compensare i crediti acquistati anche oltre l’anno di riferimento.

In proposito, risulta davvero poco comprensibile l’attuale limitazione poiché una compensazione, oltre l’anno cui si riferisce il singolo credito, sarebbe certamente più vantaggiosa sia per i cessionari, che non correrebbero il rischio di non poter compensare parte dei crediti acquistati sia per l’erario, che vedrebbe utilizzati successivamente i crediti edilizi.

Tramite quest’ennesimo provvedimento si conseguirebbe, infatti, un’ampia circolazione dei crediti edilizi: i cedenti avrebbero la possibilità di convertire in liquidità i crediti non monetizzabili; i cessionari potrebbero, in assenza di vincoli temporali, compensare i debiti tributari con crediti acquistati a prezzi inferiori al valore nominale degli stessi.

Manca, quindi, un ultimo sforzo per la definitiva ripartenza del settore edilizio, così da andare davvero oltre questi ultimi anni “horribilis”.

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