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14.06.21

Transizione 4.0: apertura all’interconnessione “tardiva” se i beni possiedono i requisiti richiesti già dall’entrata in funzione

L’Agenzia delle Entrate, con risposta all’interpello e su parere tecnico del Mise, ha confermato la possibilità che l’interconnessione dei beni strumentali 4.0 si realizzi in un periodo successivo rispetto all’entrata in funzione dei beni, al sussistere di determinate condizioni. 

Infatti, a prescindere dalle motivazioni della tardiva interconnessione che incidono sull’ammissibilità dell’investimento originario, è opportuno tenere presente che i costi di tali strumentazioni aggiuntive possono essere oggetto di autonoma applicazione dei benefici 4.0 e più precisamente, sono comunque agevolabili.

Tra le misure agevolative previste per supportare l’ammodernamento delle imprese, ed in particolare la transizione verso la loro digitalizzazione, assume valore significativo il Credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi aziendali secondo i paradigmi 4.0 (beni riconducibili agli allegati A e B della legge n. 232/2016).

Abbiamo già avuto modo di approfondire la fattispecie dell’interconnessione e i relativi crediti d’imposta prevista nella disciplina degli investimenti 4.0, ma è opportuno rilevare la risposta all’interpello dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 8 giugno che, di fatto, ha confermato la possibilità dell’interconnessione tardiva rispetto all’entrata in funzione dei beni agevolabili.

Come ormai noto, oltre ad avere le cinque caratteristiche obbligatorie cui si devono aggiungere le due su tre caratteristiche facoltative, ampiamente approfondite nel precedente contributo, i beni devono essere configurabili come “nuovi” prima del loro utilizzo nel processo di produzione (o messa in funzione).

Per quanto riguarda, invece, il requisito dell’interconnessione, che è l’elemento cruciale per rendere agevolabili i beni funzionali alla trasformazione tecnologia e digitale, occorre valutare le caratteristiche intrinseche del bene, ossia la predisposizione che questo ha allo scambio bidirezionale dei dati, ma anche le caratteristiche del sistema informativo dell’azienda beneficiaria.

Sotto quest’ultimo profilo, è stato riconosciuto che il sistema informativo dell’azienda possa essere adeguato anche in un momento successivo a quello di effettuazione dell’investimento e messa in funzione del bene.

Ciò proprio al fine di consentire all’impresa di potersi dotare o di poter adeguare i propri sistemi informatici ai quali il bene (che ha già le caratteristiche tecniche richieste al momento del suo primo utilizzo) dovrà interconnettersi.

Già la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E/2017, in tema di chiarimenti all’originaria disciplina dell’iper ammortamento, ha precisato che «il “ritardo” nell’interconnessione (conseguente, ad esempio, alla complessità dell’investimento) non è di ostacolo alla completa fruizione dell’iper ammortamento, ma produce un semplice slittamento del momento dal quale si può iniziare a godere del beneficio».

Tale “tardività” nell’interconnessione, infatti, può essere dovuta alla necessità dell’impresa di organizzare adeguatamente la propria infrastruttura informatica, indispensabile ad interconnettere il bene.

Viceversa, il ritardo nell’interconnessione del bene non può essere dovuto alla necessità di adeguarne le caratteristiche tecniche successivamente all’entrata in funzione, tramite modifiche o integrazione che permetterebbero allo stesso bene di essere in grado di soddisfare i requisiti richiesti dalla disciplina agevolativa in un momento successivo alla sua entrata in funzione.

Un discorso a parte deve essere fatto per quanto attiene ai dispositivi e software, embedded o stand alone, oggetto di successivo investimento per realizzare l’interconnessione “tardiva”.

Infatti, a prescindere dalle motivazioni della tardiva interconnessione, che, come sopra detto, incidono sull’ammissibilità dell’investimento originario, è opportuno tenere presente che i costi di tali strumentazioni aggiuntive possono essere oggetto di autonoma applicazione dei benefici 4.0 (e più precisamente, sono comunque agevolabili) poste in essere le seguenti tre casistiche. 

Se, per la componente materiale comprensiva dell’eventuale software embedded, risultano comunque inquadrabili nell’ambito dell’allegato A – secondo gruppo – “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità” annesso alla legge n. 232/2016.

Se, per la componente materiale comprensiva dell’eventuale software embedded, risultano comunque inquadrabili nell’ambito dell’allegato A tra i “dispositivi, strumentazione e componistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti”, purché garantiscano che la macchina o l’impianto oggetto di ammodernamento rispettino le 5+2/3 caratteristiche tecnologiche di beni del primo gruppo dell’Allegato A annesso alla legge n. 232/2016.

Se si tratta di software stand alone, quindi inquadrabili nell’allegato B annesso alla legge n. 232/2016.

Infine, è opportuno ricordare che il mantenimento del diritto all’agevolazione dipende dal soddisfacimento di tutti i requisiti tecnici e di interconnessione dei beni per l’intera durata dell’incentivo, dal momento che la trasformazione tecnologica e digitale prevista dal paradigma 4.0 comporta che l’impresa adotti effettivamente e costantemente tali modalità nello svolgimento della propria attività.

Per tale ragione, come ribadito anche dal Mise nelle valutazioni tecniche fornite nella risposta all’interpello di cui sopra, l’impresa beneficiaria è tenuta a documentare la permanenza dei requisiti tecnici e di interconnessione per l’intero periodo di fruizione del beneficio tramite una reportistica adeguata e sistematica. Inoltre, come risulta anche da una precedente risposta all’interpello risalente al 2018, il Mise ha rassicurato circa la possibilità di mantenere il beneficio delle agevolazioni ottenute nel caso di una temporanea carenza di interconnessione dovuta a particolari condizioni di utilizzo del bene.

Il quadro relativo alle misure agevolative in tema di ammodernamento e digitalizzazione delle imprese risulta molto interessante e rappresenta una opportunità da non perdere per quelle imprese che aspirano ad essere sempre più competitive sul mercato, soprattutto in questo momento storico caratterizzato da grandi incertezze.

 

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