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La Legge di Bilancio 2021 mette a disposizione del Turismo ingenti fondi tramite lo strumento del Contratto di Sviluppo. Sono già aperti i termini di presentazione delle domande.


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In un momento economico mai così critico, in cui il turismo più di altri settori risente della crisi, il Legislatore mette a disposizione delle imprese turistiche uno strumento di fondamentale importanza per la ripresa di un settore trainante del nostro sistema economico. Parliamo del Contratto di Sviluppo.

E’ del 19 marzo 2021 la Direttiva, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 aprile 2021, con cui il Ministero dello Sviluppo Economico fornisce le indicazioni operative per la presentazione delle domande ed accedere ai 130 milioni disponibili.

Ma veniamo alle novità delle agevolazioni. La Legge 178/2020, art. 1 commi da 85 a 87, Legge di Bilancio 2021, ha ridotto la soglia di accesso ai contratti di sviluppo dagli originari 20 milioni a 7,5 milioni di euro, prevedendo la possibilità che i progetti vengano presentati anche in aggregazione.

In tal caso il soggetto proponente, dovrà avere una soglia minima di almeno 3 milioni di euro ed i soggetti aderenti dovranno avere una soglia minima di almeno 1,5 milioni di euro.

I nuovi contratti di sviluppo nel settore turistico previsti dalla Legge di Bilancio sono indirizzati a due diverse tipologie di sostegni:

  • a programmi di sviluppo di attività turistiche da realizzare nelle aree interne per il recupero o la riqualificazione di strutture edilizie dismesse;
  • a programmi di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli che prevedano anche la creazione, la ristrutturazione e l’ampliamento di servizi di ospitalità.

I progetti possono essere presentati da imprese italiane ed estere di qualsiasi dimensione anche mediante lo strumento del contratto di rete.

Ad essere finanziate sono pure le spese correnti, poiché i progetti possono prevedere investimenti in attività commerciali, per massimo il 20% dell’investimento complessivo, e programmi di innovazione di processo funzionali alla fruizione del prodotto turistico e alla caratterizzazione del territorio di riferimento.

Le agevolazioni sono concesse nel limite massimo del 75% ripartite tra contributi a fondo perduto sugli investimenti e su spese correnti e finanziamento agevolato.

Bisogna però correre: già adesso è possibile presentare le domande ad Invitalia – soggetto gestore – che provvederà ad esaminarle, nel rispetto dell’ordine cronologico, fino ad esaurimento delle risorse.

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