Riflettori puntati sul recupero dei siti industriali, nonché sulla produzione di energia da fonti rinnovabili e sullo sviluppo di sistemi di stoccaggio intelligenti. Il decreto Coesione, al Capo VI, art.33 interviene anche sui criteri per la selezione di interventi nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, «in coerenza con quanto previsto dall’Accordo di partenariato 2021 – 2027, nonché con i contenuti e obiettivi specifici del Programma nazionale «Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027», con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, adottato, di concerto con il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR e previa  intesa con la Conferenza Stato – Regioni» (fonte: decreto del 07.05.24, art. 33).

In dettaglio, gli investimenti devono essere finalizzati nelle aree industriali produttive e artigianali  localizzate nei comuni superiori a 5mila abitanti, alla produzione di energia  da fonti rinnovabili, anche termica, destinata all’autoconsumo delle imprese, anche in abbinamento a sistemi di accumulo di piccola e media taglia; nonché all’incremento del grado di capacità della rete di distribuzione e di trasmissione di accogliere quote crescenti di energia da fonte rinnovabile, nonché allo sviluppo di sistemi di stoccaggio intelligenti.

Tra gli investimenti finanziabili, particolare attenzione viene posta a quelli finalizzati anche al miglioramento della viabilità, delle infrastrutture, nonché allo sviluppo dei servizi pubblici e all’incremento della loro qualità.

Fonte: Decreto Legge 7 maggio 2024, n. 60 – Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 105 del 07.05.24
Foto di Jason Dent su Unsplash

Homepage > Notizie > Notizie > Recupero dei siti industriali nel decreto Coesione