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02.12.20

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Resto in Sicilia: il restyling di Resto al Sud introduce un credito d’imposta per le startup siciliane

Un credito d’imposta per le start-up avviate in Sicilia? Sì, è possibile. Complice la contrazione dell’offerta di lavoro – ma anche il restyling di Resto al Sud con il nuovo contributo a fondo perduto introdotto dal decreto Rilancio – la regione Siciliana ha deciso di rafforzare ulteriormente la misura, aggiungendo un credito di imposta per le startup avviate sull’Isola.

La data da segnare in calendario è il 15 dicembre, quando si accenderanno ufficialmente i motori del programma “Resto in Sicilia”. L’agevolazione, ribadiamo, consiste in un credito d’imposta per le startup dell’Isola beneficiarie degli incentivi di Resto al Sud che, dopo il restyling operato con il decreto Rilancio, attrae sempre più aspiranti imprenditori.

Secondo le rilevazione di Invitalia, infatti, solo nel mese di ottobre i giovani meridionali hanno presentato 891 domande per ottenere i finanziamenti bancari e i contributi a fondo perduto di Resto al Sud. Un dato che va letto alla luce dell’attuale momento emergenziale: il Covid, infatti, ha rivoluzionato la scale delle priorità, ribaltando le sorti di molte aziende. La sfida che adesso va colta vede impegnati imprenditori e professionisti nel trasformare i punti di debolezza in forza. E pare che la misura Resto in Sicilia sia chiamata a fare proprio questo.

RESTO AL SUD. Il regime di aiuto a sostegno dell’autoimprenditorialità Resto al Sud, inizialmente riservato ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni e residenti o disponibili a stabilirsi nelle regioni del Mezzogiorno e alle neo imprese già costituite negli stessi territori da giovani imprenditori, è stato successivamente allargato ai soggetti di età inferiore ai 46 anni e ai liberi professionisti, sempre residenti o pronti a trasferirsi nelle regioni target dell’iniziativa.

La misura copre il 100% dei costi di avvio delle nuove iniziative imprenditoriali, in parte in forma di finanziamento bancario assistito dal Fondo di garanzia per le Pmi e in parte mediante un contributo a fondo perduto, salito nell’ultima versione del regime di aiuto dal 35% al 50% della spesa ammessa.

A queste agevolazioni il decreto Rilancio ha aggiunto un ulteriore sostegno per i soggetti già beneficiari di Resto al Sud che hanno completato il programma di spesa oggetto del finanziamento. Si tratta di un contributo a fondo perduto a copertura del loro fabbisogno di circolante, pari a 15mila euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale e a 10mila euro per ciascun socio.

Le modiche introdotte nel contesto della pandemia hanno migliorato l’attrattività dello strumento che già nel bimestre agosto-settembre ha visto un incremento delle domande dell’85% su base annua. Tendenza confermata a ottobre con le 891 nuove domande presentate, anche grazie alle partnership attivate da Invitalia con vari soggetti territoriali – dalla Fondazione con il Sud alle università – impegnati ad accompagnare i processi di sviluppo locale e di allargamento della base imprenditoriale delle Regioni del Mezzogiorno. In base ai dati aggiornati ad ottobre 2020 forniti da Invitalia, complessivamente i progetti di startup o di sviluppo di impresa approvati sono 6.519, per un totale di 443 milioni di euro di investimenti attivati che hanno permesso di occupare quasi 25mila persone.

RESTO IN SICILIA. In questi numeri rientrano anche circa 800 neo imprese siciliane che da dicembre potranno accedere ad un’ulteriore agevolazione. Con la misura Resto in Sicilia, ha spiegato infatti il vicepresidente e assessore all’economia, Gaetano Armao, l’amministrazione mette a disposizione dei beneficiari degli incentivi Resto al Sud risorse aggiuntive per 4,7 milioni di euro, di cui 1 milione di euro per l’anno 2020, 1,7 milioni di euro per l’anno 2021 e 2 milioni di euro per il 2022.

Lo stanziamento è destinato alla concessione di un credito d’imposta, parametrato ad alcune voci di imposte di spettanza della Regione, quali l’addizionale regionale Irpef, la tassa automobilistica per gli automezzi di proprietà immatricolati in Sicilia e strettamente necessari al ciclo o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti e l’imposta di registro, ipotecaria e catastale e di bollo per l’acquisto di beni immobili ricadenti nel territorio regionale connessi allo svolgimento dell’attività.

Il tax credit può essere richiesto dal 15 al 31 dicembre 2020 per l’anno in corso e dal 15 al 31 maggio negli anni successivi ed è utilizzabile in compensazione con il modello di pagamento F24 da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

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