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18.03.22

Notizie

Stop import olio di semi di girasole dall’Ucraina: nuove regole dal Mise per l’etichettatura

La guerra tra Russia e Ucraina fa eco anche in Italia. La sospensione delle esportazioni di olio di girasole dai giallo-blu, che detengono il 60% della produzione e il 75% dell’export, sollevano alcune criticità alle industrie di prodotti alimentari italiani che riutilizzano la materia prima per biscotti, maionese, creme spalmabili, pasta ripiena, sughi, fritture, tonno e tanto altro ancora.

Il problema, infatti, non è solo nell’approvvigionamento, che presto scarseggerà e si dovranno trovare sostituti, bensì è necessario individuare soluzioni per risolvere il problema delle etichette, che andrebbero aggiornate riportando gli ingredienti che sostituiscono l’olio di semi di girasole, in conformità al regolamento UE 1169/2011.

Con una Circolare dell’11 marzo 2022 il Ministero dello Sviluppo economico (Mise) risponde alle numerose richieste, tenendo conto della difficoltà a provvedere in tempi rapidi alla stampa di nuove etichette e dei relativi costi.  

Pertanto, la circolare Mise specifica che «transitoriamente, in vista dell’adeguamento progressivo delle etichette, i produttori, nel rispetto della sicurezza e della corretta informazione dei consumatori potranno, prevedere l’introduzione, attraverso il getto d’inchiostro o altri sistemi equivalenti (es. sticker adesivi), di una frase che indichi quali oli e/o grassi siano stati impiegati in sostituzione dell’olio di girasole, segnalando l’eventuale presenza di allergeni». 

La distribuzione al dettaglio inoltre dovrà ricorrere a idonei strumenti volti ad informare tempestivamente il consumatore sulla possibile sostituzione dell’olio di girasole mediante avvisi nei punti vendita con apposita cartellonistica, collocata ben evidentemente, in prossimità degli scaffali dei prodotti contenenti olio di girasole. In aggiunta si rimanderà ad ulteriori informazioni da inserire tanto nei social quanto nei siti aziendali.

Infine, in via transitoria e segnalando sempre l’eventuale presenza di allergeni, si consente di riportare nella lista degli ingredienti la dizione generica della categoria oli e grassi vegetali seguita dalle origini vegetali potenzialmente presenti, in considerazione delle forniture disponibili. Su tale ultimo aspetto saranno interessati i servizi della Commissione, ma quanto finora detto vale per l’Italia, salvo differente disposizioni Comunitarie a cui il diritto nazionale dovrà adeguarsi.

 

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