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29.10.20

Notizie

Processo tributario da remoto: anche la Commissione si prepara a un secondo lockdown

Il processo tributario non si fermerà. No, non stavolta. Sebbene si prospetti il ritorno di un paventato lockdown generalizzato, le liti fiscali potranno essere risolte comunque, ricorrendo ai collegamenti da remoto. Lo ha già previsto il decreto Ristori, al fine di consentire il regolare svolgimento della res publica, salvaguardando quindi la salute e gli operatori del diritto.

Un ruolo strategico lo ha ricoperto il presidente della Commissione Tributaria, che si è fortemente battuto affinché si raggiungesse questo risultato. Sarà lui, infatti, ad autorizzare lo svolgimento delle udienze da remoto senza attendere l’emanazione delle regole tecnico-operative richieste dal Dl 119/2018. In alternativa, le controversie in relazione alle quali sia stata presentata istanza di pubblica udienza possono essere decise sulla base degli atti ovvero mediante trattazione scritta.

Questo modus operandi varrà fino alla cessazione degli effetti dello stato di emergenza nazionale da Covid, dunque fin quando varranno divieti, limiti e impossibilità di circolazione su tutto il territorio nazionale.

In queste ore, infatti, il Governo è sempre più impegnato nella redazione di misure di prevenzione sanitaria correlate ad agevolazioni fiscali che tengano conto del benessere dei cittadini – se di questo si può parlare – qualora si dovesse convalidare l’ipotesi di un secondo lockdown.

Il decreto Ristori, infatti, si compone di 37 articoli, al momento ancora in bozza, di cui 11 sono prettamente di carattere economico. Il tasto dolente è la focalizzazione di misure di sostegno non per tutti, dunque solo per gli imprenditori “danneggiati” dal Dpcm dello scorso 24 ottobre. L’auspicio è che si possa rivedere e allargare anche ad altri comparti, che sebbene possano svolgere regolarmente la propria attività, l’austerità del momento ne spezza comunque le gambe.

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