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19.11.20

Notizie

Oltre la crisi: il Governo spinge verso la “business combination”

Al momento è ancora un disegno di legge che ha definitivamente preso forma in questi giorni: la legge di Bilancio 2021 verrà approvata da deputati e senatori entro la fine dell’anno (per entrare poi in vigore dal primo gennaio del 2021) e già fa tanto discutere, aprendo spiragli e fornendo nuovi orizzonti all’economia del Paese.

Buona sorte si augura, in primis, alle piccole e medie imprese, che costituiscono la maggiore forma di presenza societaria in Italia e che, a causa dell’emergenza Covid, hanno visto compromesso anche il proprio futuro.

Dunque, parola d’ordine pare essere “aggregazione”. Nella bozza della legge di bilancio il Governo sembra dare forma ai presupposti necessari alla (ri)creazione di valore aziendale. In particolare, l’attuale art. 35 prevede che, con certi limiti e a certe condizioni, è consentita la trasformazione in credito d’imposta delle attività per imposte anticipate in caso di “operazioni di aggregazione aziendale realizzate attraverso fusione, scissione o conferimento d’azienda e deliberate dall’assemblea dei soci, […] tra il primo gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021 al soggetto, rispettivamente, risultante dalla fusione o incorporante, beneficiario e conferitario”.

Ciò significa che sarà possibile trasformare in crediti le imposte anticipate sulle perdite pregresse e sulle eccedenze di ACE maturate fino al periodo di imposta precedente a quello di efficacia giuridica dell’operazione straordinaria. Non sono quindi interessate all’incentivo tutte le operazioni di aggregazioni tra società che non presentano questi elementi. Il passaggio, peraltro, non sarà gratuito, richiedendo il pagamento di una “commissione” del 25% (deducibile per cassa da IRES e IRAP). La previsione, innovativa rispetto al passato, consentirà di applicare il beneficio anche alle operazioni di aggregazione mediante acquisizione.

La volontà del Legislatore è dichiaratamente quella di incentivare le “business combination”finalizzate a far crescere la dimensione media delle imprese, con l’obiettivo a breve di superare più agevolmente il momento di difficoltà e, a medio- lungo, di trasformare le Pmi che popolano il tessuto economico italiano in realtà più strutturate, più efficienti, con maggior capacità di affrontare gli investimenti in ricerca e sviluppo e in innovazione tecnologica, pronte ad operare nei mercati internazionali.

 

Se verrà confermata, la nuova previsione consentirà alle società che concluderanno un processo di fusione, scissione o conferimento nel corso del 2021 di trasformare le (eventuali) perdite fiscali realizzate nel 2020 in crediti fiscali utilizzabili in compensazione con altri debiti.

L’opportunità dell’aggregazione è da valutare rapidamente e con attenzione per un territorio caratterizzato da piccole eccellenze imprenditoriali come la Sicilia: la crisi mondiale sullo sfondo, le dimensioni delle imprese isolane e la potenzialità di crescita delle zone industriali da un lato e la normativa incentivante e di favore dall’altro sembrano poter creare la combinazione perfetta per risalire la china.

 

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