
L’Agenzia delle Entrate ha appena informato, tramite un comunicato stampa, che sono stati disposti i pagamenti dei contributi a fondo perduto riconosciuti in via automatica dal decreto Sostegni bis a favore degli operatori economici colpiti dall’emergenza epidemiologica e già beneficiari del contributo previsto dal primo decreto Sostegni.
Si tratta di 1.77 milioni di bonifici, per un totale di circa 5 miliardi di euro, che in autonomia (e cioè senza bisogno di nuove istanze), verranno accreditati direttamente sui conti correnti dei soggetti che avevano richiesto e ricevuto l’aiuto previsto dal primo decreto Sostegni.
A questi bonifici si sommano inoltre circa 38mila crediti d’imposta, per circa 166 milioni di euro, che vengono riconosciuti, sempre in via automatica, agli operatori che avevano scelto questa modalità di erogazione.
In totale sono quindi oltre 1,8 milioni i beneficiari del nuovo contributo automatico per un totale di 5,2 miliardi di euro.
Il nuovo contributo, infatti, viene corrisposto dall’Agenzia delle Entrate con la stessa modalità che il beneficiario aveva scelto per il precedente.
Pertanto, se per il contributo a fondo perduto del primo decreto Sostegni si era optato per l’erogazione tramite bonifico postale o bancario, il contributo automatico del decreto Sostegni bis viene accreditato sullo stesso conto corrente bancario o postale.
Se, invece, per il precedente contributo si era scelto l’utilizzo in compensazione, anche il nuovo contributo automatico del decreto Sostegni bis è riconosciuto sotto forma di credito d’imposta, che sarà utilizzabile in compensazione nel modello F24. Il nuovo contributo automatico spetta esclusivamente ai soggetti con partita Iva attiva al 26 maggio 2021, data di entrata in vigore del decreto Sostegni bis, purché il precedente contributo non sia stato indebitamente percepito né restituito.
A CHI SPETTA IL CONTRIBUTO. E’ erogato in favore dei titolari di partita Iva; fino a 10 milioni di ricavi e compensi; in caso di calo di fatturato pari ad almeno il 30% tra il 2019 e il 2020. Per quanto riguarda le domande dei contributi alternativi, a stretto giro si attende l’apposito provvedimento.