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28.01.22

Notizie

Lavoro occasionale di natura intellettuale: niente obbligo di comunicazione all’Inail

Vi ricordate dell’ obbligo di comunicazione preventiva dei lavoratori autonomi occasionali per imprenditori e aziende? Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi (clicca qui per rileggere la notizia) e consiste, secondo quanto previsto dal decreto Fiscale, nell’invio della comunicazione di prestazione lavorativa occasionale all’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) prima dell’inizio dell’ attività.

C’è, però, una novità di non poco conto. La notifica preventiva non va fatta se l’attività occasionale è di natura intellettuale. A fornire questo chiarimento è lo stesso Ispettorato nazionale del lavoro che, in condivisione con il ministero del Lavoro, fornisce chiarimenti sui profili oggettivi e soggettivi relativi all’applicabilità dell’obbligo – o meno – di comunicazione preventiva.

CHI NON HA OBBLIGO DI INVIO? Fermo restando che in capo ai singoli imprenditori sussiste l’obbligatorietà, sono esonerati gli Enti del terzo settore (Ets), gli Enti non commerciali (Enc), le Associazione e società sportive dilettantistiche (Asd e Ssd) e le fondazioni in Istituti tecnici superiori (Its) che svolgono esclusivamente attività non commerciale. 

Per quanto riguarda gli enti pubblici, anche in questo caso le comunicazioni non sono dovute qualora la natura dell’ente è non economica. Idem per gli studi professionali non organizzati in forma d’impresa e stessa sorte per le prestazioni occasionali di procacciatori di affari per le aziende di vendita diretta a domicilio. 

 

E SE LA PRESTAZIONE È DI NATURA INTELLETTUALE? Come detto sopra, se la prestazione del lavoratore occasionale è di natura intellettuale non sono dovute comunicazioni di collaborazione all’Inail. A titolo di esempio, rientrano le prestazioni dei correttori di bozze, dei progettisti grafici, dei lettori di opere in festival o in libreria, dei relatori in convegni e conferenze, dei docenti e dei redattori di articoli e testi e dei lavoratori dello spettacolo.

 

E SE IL LAVORATORE È DA REMOTO? Non cambia nulla. La misura è stata introdotta per contrastare forme di elusione della normativa sul lavoro autonomo occasionale: l’obiettivo è che ai lavoratori siano riconosciuti tutti i diritti e le tutele derivanti dal proprio status, a prescindere se la sua prestazione venga resa da remoto o meno.

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