
Vi ricordate dell’agevolazione a fondo perduto rivolta ad associazioni e società sportive dilettantistiche gestori di impianti sportivi, maggiormente colpite dalla crisi energetica?
L’atto di conversione del decreto Aiuti bis ha introdotto una importante novità: ha riservato una quota – si parla già del 50% delle risorse, anziché 30% come previsto in partenza -a beneficio dei soggetti gestori d’impianti per l’attività natatoria.
LA MISURA. L’articolo 9-ter, introdotto al Senato,istituisce nello stato di previsione del MEF un apposito Fondo, con dotazione pari a 50 milioni di euro per il 2022 da destinare a contributi a fondo perduto per le associazioni e società sportive dilettantistiche che gestiscono impianti sportivi, maggiormente colpite dalla crisi energetica.
Una quota di tale fondo, fino al 50%, è destinata alle associazioni e società sportive dilettantistiche che gestiscono impianti natatori.
Il diretto precedente della disposizione in commento è rappresentato dall’art. 9, comma 3, del D.L. 4/2022. Questo ha previsto che le risorse del «Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano» di cui all’art. 1, comma 369, della L. 205/2017 possano essere parzialmente destinate all’erogazione di contributi a fondo perduto per le associazioni e società sportive dilettantistiche che gestiscono impianti sportivi, maggiormente colpite dalle restrizioni. Una quota delle risorse, fino al 30% della dotazione complessiva del fondo, è destinata alle società e associazioni dilettantistiche che gestiscono impianti per l’attività natatoria.