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09.04.21

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Permane il Cashback di Stato: il Governo respinge lo stop del programma

Il Cashback di Stato proseguirà: il Governo ha optato per monitorare il programma, piuttosto che eliminarlo. Da meno di 24 ore, infatti, è stata bocciata la mozione presentata da Fratelli di Italia e dalla Lega, orientati a interrompere l’agevolazione rivolta a contribuenti ed esercenti in virtù un diverso riutilizzo delle risorse.

L’indirizzo da seguire, adesso, mira ad adottare eventuali provvedimenti correttivi, in modo tale da perseverare nella lotta all’evasione fiscale tramite un incentivo che possa tracciare in modo più che dettagliato le varie voci di costo dei contribuenti.

Vi è da dire, comunque, che lo stop paventato in Governo il mese scorso era finalizzato a un riutilizzo delle somme stanziate per la misura, al fine di sostenere la ripresa delle categorie commerciali più colpite dalle misure anti Covid. I cittadini, intanto, proseguono a usufruire dei benefici del Cashback, che consistono in un rimborso del 10% su tutti i pagamenti fatti con carta di credito o altri metodi elettronici presso esercenti fisici, a fronte di un minimo di 50 transazioni in sei mesi.

I NUMERI DEL CASHBACK DI STATO. Il sottosegretario al ministero dell’Economia, Claudio Durigon, rispondendo a una interrogazione in commissione Finanze della Camera ha spiegato che il programma Cashback ha costituito un segnale positivo per i pagamenti digitali, soprattutto per la percentuale della quota dei pagamenti elettronici sul numero totale di transazioni. Oggi, infatti, oltre il 56% di tutte le transizioni effettuate all’interno del programma ha un importo inferiore ai 25 euro e riguarda soprattutto i micropagamenti interessati dall’utilizzo del contante.

Appare evidente come il programma stia facendo registrare un numero sempre crescente di aderenti, passati da quasi 6 milioni nel periodo sperimentale del dicembre 2020, con più di 4 milioni di utenti attivi, a più di 8,5 milioni con 7 milioni di utenti attivi. In parallelo, si registra un costante aumento del numero degli strumenti di pagamento registrati, passati da 9,6 milioni in dicembre 2020 a più di 14 milioni nelle due settimane di marzo, con gli strumenti attivi passati dai 6,7 milioni di dicembre ai 9,7 di febbraio, con un incremento di media del 20% mese su mese, e un analogo trend di crescita a marzo.

Fronte furbetti? In miglioramento anche quello, incidendo di appena lo 0,2% sul totale. Il 2% delle transizioni, invece, si colloca tra 30 centesimi e 5 euro.

 

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