Idee chiare nella bozza del decreto Sostegni bis: la Plastic Tax sarà rinviata al primo gennaio 2022. Un’entrata in vigore che, in onore della cronaca, era già stata fissata a luglio 2020 e successivamente rinviata al primo gennaio, per poi slittare ulteriormente a luglio 2021. Adesso, si cambia proprio anno in calendario, per la gioia di diverse associazioni di consumatori.

L’imposta sul consumo di manufatti in plastica monouso (cosiddetti Macsi) si fonda, infatti, su una logica di premiazione dei contribuenti “green” più virtuosi, e cioè di coloro che si adopereranno per un adeguamento tecnologico dedicato alla produzione di manufatti compostabili, ma non certo sostenendo a pieno i costi di tale trasformazione. Diventa plausibile, quindi, pensare che – soprattutto le aziende fornitrici di prodotti agroalimentari, che sono quelle a fare un uso più importante di imballaggi in plastica – avrebbero innalzato il costo della propria produzione, a discapito della tasca delle famiglie, anche queste duramente colpite dalla crisi economica da Covid.

Adesso, dunque, si ha quasi un anno di tempo per valutare se convenga di più non spostare la data di avvio della tassa oppure sia ancora il caso di applicare un ulteriore rinvio, a favore di certo dell’economia, meno però dell’ambiente.

LA PLASTIC TAX. Si tratta di una nuova tassa sul consumo della plastica monouso a carico degli Stati membri, che prevede un’aliquota uniforme di prelievo sul peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati generati da ciascuno Stato, in cui l’aliquota è pari a 0,80 euro per chilogrammo, ma con la previsione per alcuni Stati membri di applicare una riduzione forfettaria annua (che per l’Italia ammonterebbe a circa 184 milioni di euro).

A volere introdurre l’imposta è l’Europa che fonda l’imposta contributiva sulla capacità di gestione dei rifiuti degli Stati membri. La nuova disciplina si pone l’obiettivo di premiare le imprese virtuose, attive nel settore dei Macsi che si adoperano per un adeguamento tecnologico dedicato alla produzione di manufatti compostabili, riconoscendo loro un credito d’impostanella misura del 10% delle spese sostenute nel 2020 per l’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti compostabili.

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