Accesso al credito e rinvio degli adempimenti: questi i “goal” del decreto Liquidità, una “partita” che si gioca senza tempi di recupero. Sebbene il fischio d’ingresso sia atteso a giorni, si commentano già le capacità della nuova “punta” di dare man forte alle imprese, alle famiglie e ai lavoratori.
Ma senza girarci intorno, il decreto Liquidità darà accesso immediato a fondi così ripartiti: 400 miliardi di euro sono destinati alle imprese, 200 al mercato interno e altri 200 gioveranno a potenziare il mercato dell’export. Nel provvedimento trova spazio anche il potenziamento del “golden power”, e cioè lo scudo a tutela delle aziende italiane da scalate ostili nei settori tradizionali, ma anche – e soprattutto – in quelli assicurativo, creditizio, finanziario, acqua, salute, sicurezza.
Il decreto sarà varato entro Pasqua e, in particolare, dovrebbe mettere in campo 200 miliardi di garanzia per prestiti fino al 90% garantiti dallo Stato senza limiti di fatturato e per imprese di tutti i tipi. Potranno arrivare al 25% del fatturato delle imprese o al doppio del costo del personale con un sistema di erogazione molto semplice e diretto al sistema bancario, tramite Sace (che sarà operativa in pochi giorni) e con condizionalità limitate, tra cui quella di non poter erogare dividendi.
L’accesso al credito, inoltre, pare essere vincolato agli obblighi di non licenziare e non trasferire la produzione all’estero. Le garanzie saranno al 90% per le grandi imprese, al 100% per gli autonomi e le piccole imprese che chiedano fino a 25mila euro, al 100% (ma con 90% di garanzia dello Stato e 10% di Confidi) fino a 800mila euro, del 90% fino a 5 milioni.
Si attende, quindi, la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto di aprile per avere accesso a una serie di ulteriori misure, dal rinvio delle scadenze fiscali per le aziende danneggiate dalla crisi agli sgravi al 50% per l’acquisto di mascherine.
Al vaglio dei commercialisti, lo studio dei dettagli da cui ripartire.
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