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L‘impresa, si dice, deve fare profitto. Verissimo. E se la sostenibilità ambientale fosse un’opportunità di investimento? Oggi, contribuire alla salute dell’ambiente può tradursi in incentivi e vantaggi economici e fiscali. Oltre ad avere un minore impatto ambientale l’economia “ecologica” potrà favorire anche il  risparmio sul piano finanziario.  

L’inquinamento ambientale da plastica è un fenomeno di portata globale, dai numeri strabilianti. L’Italia ha un ruolo da protagonista: è infatti il maggior produttore di plastica tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo ed è responsabile del 2% della produzione mondiale di manufatti in plastica. Inoltre, siamo tra i primi consumatori al mondo di acqua in bottiglia. Come se ciò non bastasse, deteniamo purtroppo pure il primato europeo.

Per razionalizzare l’uso dell’acqua e ridurre il consumo di contenitori di plastica, l’art. 1 co. 1087 – 1089 della L.178/2020 ha previsto un credito di imposta del 50% destinato alle persone fisiche, ai soggetti esercenti attività di impresa, arti e professioni e agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per le spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare.

Tale agevolazione spetta ai soggetti che sostengono le spese su immobili posseduti a titolo di proprietà o di altro diritto reale ovvero in qualità di detentore in caso di locazione, affitto d’azienda e comodato d’uso.

L’importo massimo delle spese su cui calcolare l’agevolazione è fissato per le persone fisiche in euro 1.000 per ciascun immobile; in euro 5.000 per gli esercenti attività di impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali, per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale,.

Per poter usufruire del credito di imposta, l’importo delle spese sostenute deve essere documentato tramite fattura elettronica o cartacea, ma anche tramite un semplice documento commerciale in cui è riportato il codice fiscale del soggetto richiedente il credito.

Ai fini dell’imputazione delle spese:

  • le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni, gli enti non commerciali, le imprese individuali e le società di persone in regime di contabilità semplificata, dovranno adottare il criterio di cassa (ovvero rileverà la data dell’effettivo pagamento);
  • le società, gli enti commerciali e non e le imprese individuali in regime di contabilità ordinaria dovranno, invece, adottare il criterio di competenza (ovvero rileverà la data di registrazione delle fatture).

Ai fini dell’utilizzo del credito di imposta, il provvedimento n. 153000 emanato dall’Agenzia delle Entrate il 16/06/2021, ha previsto:

  • per le persone fisiche non esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo, l’utilizzo nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese agevolabili e in quelle successive fino ad esaurimento ovvero in compensazione (art. 17 Dlg 241/1997);
  • per i soggetti beneficiari diversi da quelli di cui al punto precedente, il solo utilizzo in compensazione (art. 17 Dlgs 241/1997).

Il presente provvedimento stabilisce, inoltre, che i soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devono comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese agevolabili sostenute nell’anno precedente, mediante una comunicazione da presentare nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese.

In caso di insufficienza delle risorse è prevista la ripartizione percentuale tra tutti i soggetti che hanno presentato la comunicazione. La misura del credito d’imposta concretamente fruibile sarà pari all’importo del credito indicato nella comunicazione presentata moltiplicato per la percentuale ottenuta dal rapporto tra i fondi disponibili e l’ammontare complessivo del credito d’imposta richiesto con tutte le comunicazioni validamente presentate.

Gli investimenti sostenibili rappresentano, quindi, una via percorribile non priva di vantaggi. L’attenzione aziendale alla salvaguardia dell’ambiente ha una ricaduta positiva sull’immagine dell’azienda in quanto la variabile ecologica è oggi considerata elemento determinante anche per la qualità del prodotto. Il miglioramento del rapporto con il mercato si traduce a sua volta in un incremento della domanda, generata da una maggiore fiducia del consumatore verso l’intera produzione aziendale. Agire in funzione del rispetto dell’ambiente, pertanto, rappresenta una scelta non soltanto etica, ma anche strategica.

 

Leggi pure il nostro contributo Bonus acqua potabile, credito di imposta per chi rispetta l’ambiente.

 

 

 

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