Se è vero, come è vero, che la normativa fiscale è in continua evoluzione, quelle relative ai bonus edilizi in generale e al Superbonus in particolare non rappresentano, di certo, quell’eccezione che conferma la regola.

Correva l’anno 2020 quando, con il Decreto n. 34 del 19 maggio, è stata introdotta la disciplina relativa al c.d. Superbonus 110% e da quel momento è stato un susseguirsi di norme e di modifiche alle norme, documenti di prassi e interpretazioni dottrinali aventi lo scopo ora di integrare ora di chiarire l’impianto normativo, ora di arginare la possibilità di fare un uso distorto di quegli strumenti introdotti con l’obiettivo primario di dare nuovo impulso al sistema economico nazionale duramente provato dagli effetti della pandemia.

Ma a voler dare credito al detto secondo cui l’ottimo è nemico del buono, si potrebbe ritenere che il susseguirsi di nuovi obblighi e di limitazioni alle originarie disposizioni normative abbia trasformato, nel tempo, quello che si prospettava come un “percorso virtuoso” in un “percorso accidentato”.

Con la Circolare n. 19/E del 27 maggio u.s., l’Agenzia delle Entrate ha fornito i “primi chiarimenti” in merito alle previsioni normative introdotte, in materia di Superbonus e altri bonus edilizi e di disposizioni anti-frode, da tutta una serie di azioni legislative che hanno introdotto, nel tempo, novità su novità. Vediamole nel dettaglio.

LEGGE DI BILANCIO 2022. Si tratta della disposizione n. 234/2021 art. 1, commi da 28 a 30, che:

  • ha confermato l’obbligo, introdotto dal decreto anti-frodi a decorrere dal 12/11/2021, del visto di conformità anche nel caso in cui il contribuente fruisca della detrazione Superbonus nella propria dichiarazione dei redditi (salvo che questa sia presentata direttamente o per il tramite del proprio sostituto d’imposta) con possibilità di detrarne il relativo costo suddiviso tra le diverse tipologie di intervento agevolabile;
  • ha confermato l’obbligo di apposizione del visto di conformità e delle attestazioni di congruità della spesa, in caso di opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito, anche per i Bonus diversi dal Superbonus escludendolo soltanto per le opere classificate come attività di edilizia libera e per gli interventi di importo complessivo non superiore a € 10.000, eseguiti sulle singole unità immobiliari o sulle parti comuni dell’edificio, ad eccezione degli interventi relativi al c.d. bonus facciate;
  • ha introdotto l’obbligo di applicare, per i lavori iniziati dal 16/04/2022, i prezziari previsti dal Decreto 6 agosto 2020, oltre che agli interventi di riqualificazione energetica, anche agli interventi di riduzione del rischio sismico, del bonus facciate e agli interventi di recupero del patrimonio edilizio nonché i valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, con il decreto del Ministero della transizione ecologica del 14/02/2022;
  • ha prorogato la possibilità di fruire dello sconto in fattura e della cessione del credito, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, agli anni 2022, 2023 e 2024 e, in caso di Superbonus, anche agli interventi effettuati nel 2025;
  • ha previsto la possibilità di fruire dell’opzione per la cessione del credito e dello sconto in fatturaanche per gli interventi volti alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune;
  • ha confermato le attività di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate prima previste dal c.d. decreto Anti-frodi (d.l. n. 157/2021).

IL DECRETO SOSTEGNI-TER. Si tratta della disposizione n. 4/2022 artt. da 28 a 28 quater convertito, con modificazioni dalla L. n. 25/2022, che ha introdotto il divieto di effettuare le cessioni del credito successive alla prima con riferimento al Superbonus, agli altri Bonus edilizi e ai Bonus anti-Covid (cedibili fino al 31/12/2021); tale divieto è rimasto in vigore dal 27/01/2022 al 25/02/2022.

IL DECRETO FRODI (n.13 del 2022). Ha successivamente previsto, con decorrenza dal 26/02/2022:

  • la possibilità di effettuare due ulteriori cessioni successive alla prima (che rimane libera anche se effettuata dal fornitore che ha praticato lo sconto in fattura), in favore di soggetti “qualificati” (banche e intermediari finanziari, società appartenenti ad un gruppo bancario, imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia);
  • il divieto di cedere porzioni delle singole rate annuali dei crediti ove la comunicazione della prima opzione all’AdE sia stata effettuata a decorrere dal 1° maggio 2022;
  • la tracciabilità del credito in sede di cessione mediante l’attribuzione di un codice identificativo univoco distinto per rate annuali;
  • la reclusione (da due a cinque anni) e la multa (da 50.000 a 100.000 euro) per i tecnici abilitati che rendano false attestazioni in relazione a tutti i bonus edilizi;
  • l’adeguamento dei massimali di assicurazione al numero e all’ammontare complessivo dei lavori oggetto delle attestazioni e/o asseverazioni rilasciate, con riferimento agli interventi da Superbonus, con il minimo di euro 500.000;
  • la necessità di indicare, nell’atto di affidamento dei lavori, avviati successivamente al 27/05/2022 e se di importo superiore ad euro 70.000,00, nei successivi contratti e nelle relative fatture, il riferimento ai contratti collettivi del settore edile applicati dall’impresa nei confronti dei propri dipendenti.

IL DECRETO MILLEPROROGHE. Si tratta della disposizione n. 228/2021 art. 3-sexsies introdotto dalla L. n. 15/2022, che ha esteso gli adempimenti previsti ai fini dello sconto in fattura e della cessione del credito anche ai Bonus diversi dal Superbonus per le spese effettuate dal 12/11/2021 al 31/12/2021.

IL DECRETO ENERGIA. Questa misura (n. 17/2022 art. 29-bis introdotto, in sede di conversione, dalla L. n. 34/2022) ha introdotto (nei casi di prime opzioni esercitate dal 1° maggio 2022) la possibilità per le banche, in relazione ai crediti per i quali è esaurito il numero delle cessioni normativamente previste, di effettuare un’ulteriore cessione in favore di soggetti con i quali hanno stipulato un contratto di conto corrente, senza facoltà di cessioni successive; per effetto di questa norma le cessioni possibili diventano quattro di cui la prima è libera, le due successive sono vincolate a favore di soggetti c.d. “qualificati” e la quarta ed ultima può essere esercitata dai soggetti qualificati in favore dei propri correntisti.

IL DECRETO AIUTI (n. 50/2022 art. 14). Ha previsto, sempre con decorrenza dal 1° maggio 2022 quale data di comunicazione della prima opzione, la possibilità di effettuare la cessione dei crediti a favore di soggetti clienti professionali privati che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca anche se non è esaurito il numero delle cessioni normativamente previste; resta fermo il divieto per il correntista cessionario del credito di operare ulteriori cessioni.

IL DECRETO UCRAINA (n. 21/2022 art. 23-bis inserito in sede di conversione dalla L. n. 51/2022). In merito all’obbligo di indicare, nell’atto di affidamento dei lavori, i contratti collettivi di settore ha specificato che il limite di € 70.000 va riferito alle opere intese in senso ampio e non soltanto ai lavori edili.

Come si vede, la fantasia (al Legislatore) e le complicazioni (per tutti gli operatori economici interessati) non mancano di certo, tanto che la triste denominazione dell’ultimo decreto (Ucraina) sembra richiamare alla mente (sia pure simbolicamente, per fortuna) l’immagine di un cammino su un campo minato su cui, ad avventurarsi in maniera sprovveduta, si rischia di farsi molto male.

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