16.05.24

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Resto al Sud 2.0: nel decreto Coesione la versione “aggiornata” dell’incentivo

Il decreto Coesione, nato per elargire disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, è ufficialmente legge. All’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (avvenuta lo scorso 7 maggio 2024), entra in vigore in punta di piedi, ma con le idee molto chiare: “accelerare” le politiche del lavoro.

L’art. 16, infatti, detta le regole per la promozione dell’autoimpiego nel lavoro autonomo, nelle libere professioni e nell’attività d’impresa, con il fine ultimo di promuovere l’inclusione attiva e l’inserimento nel mercato del lavoro.

A tal proposito, oltre alla promozione dell’autoimpiego nelle regioni del Centro-Nord Italia (di cui abbiamo già parlato in una precedente pubblicazione) introduce anche una versione 2.0, cioè più aggiornata, di Resto al Sud, l’incentivo che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, nelle aree del cratere sismico del Centro Italia(Lazio, Marche Umbria) e nelle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord.

RESTO AL SUD 2.0. Come la precedente “versione”, Resto al Sud 2.0 ammette a finanziamento iniziative economiche finalizzate all’avvio di attività di lavoro autonomo, imprenditoriale e libero-professionale, in forma individuale – comprese quelle che prevedono l’iscrizione ad  ordini o collegi professionali mediante apertura di partita Iva – o collettiva mediante costituzione di società in nome collettivo, società in accomandita semplice, a responsabilità limitata, nonché società cooperativa o società tra professionisti.

Sono destinatari dell’intervento i giovani di età inferiore ai trentacinque anni e in possesso di uno dei seguenti requisiti indispensabili per l’acquisizione delle risorse: condizione di marginalità, vulnerabilità sociale e di discriminazione (come definite dal Piano nazionale Giovani, donne e lavoro 2021 – 2027); inoccupati, inattivi e disoccupati; disoccupati destinatari delle misure del programma di politica attiva Garanzia di occupabilità dei lavoratori GOL.

Sono, altresì, ammissibili a finanziamento le seguenti iniziative: erogazione di servizi di formazione e di accompagnamento  alla progettazione preliminare per l’avvio dell’attività; tutoraggio, finalizzato all’incremento delle competenze, al fine di supportare i destinatari di cui al  comma 3 nelle fasi di realizzazione della nuova iniziativa; interventi di sostegno all’investimento,  consistenti nella concessione di incentivi per l’avvio dell’attività.

Particolare riguardo alle regioni del Mezzogiorno, sulle quali lo stesso decreto ha puntato i riflettori.

 

 

 

Fonte: Decreto Legge 7 maggio 2024, n. 60 – Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 105 del 07.05.24

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