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24.03.21

Notizie

Vaccini, dl Sostegni a caccia di aziende per riconversione industriale

L’Italia è chiamata ad aumentare le capacità di produzione dei vaccini anti – Covid. La direttiva dell’Europa, che richiama i Paesi a impegnarsi per fermare il virus, trova applicazione a livello italiano nel decreto Sostegni , che stanzia 200 milioni per la riconversione industriale del settore biofarmaceutico verso la produzione di nuovi farmaci e vaccini.

La strategia europea per incrementare il numero di dosi disponibili per vaccinare i 500 milioni di europei, consiste soprattutto nell’aumentare il numero di fabbriche europee che possono produrre i vaccini finora approvati e cioè quelli di Pfizer, AstraZeneca e Moderna, a cui si sta per aggiungere anche Johnson&Johnson.

Ciò sarà possibile una volta consumati due passaggi: l’identificazione degli stabilimenti che hanno capacità e macchinari per produrre il vaccino conto terzi; la condivisione del brevetto del vaccino da parte delle aziende che lo detengono con le altre aziende disponibili a produrlo nei propri stabilimenti.

E pare che l’Italia abbia queste capacità, a livello sia di infrastrutture sia di tecnologie, potendo così essere in grado, in un ristretto arco temporale, di produrre vaccini anche sulla base di accordi commerciali con le multinazionali detentrici dei brevetti. Va tenuta, infine, in considerazione anche la capacità di affrontare a stretto giro anche la fase cosiddetta di “infialamento” del vaccino che dovrebbe essere più semplice rispetto alla produzione.

Ecco, perciò, che interviene il decreto Sostegni, prevedendo agevolazioni finanziarie “a sostegno degli investimenti privati” con l’obiettivo di “favorire il potenziamento della ricerca e la riconversione industriale del settore biofarmaceutico verso la produzione di nuovi farmaci e vaccini per fronteggiare in ambito nazionale le patologie infettive emergenti, oltre a quelle più diffuse, anche attraverso la realizzazione di poli di alta specializzazione”.

Le operazioni saranno realizzate ricorrendo ai contratti di sviluppo, ritenuto dal Governo uno “strumento idoneo a garantire il finanziamento delle attività della ricerca, anche applicata”. Per quanto riguarda invece l’identificazione degli stabilimenti in cui avviare la produzione del vaccino, la partita si gioca al tavolo MISE-Farmindustria-AIFA-Invitalia.

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