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Si torna a parlare del bonus Santuari. Le imprese delle città che ospitano santuari religiosi riceveranno oltre il 51% di quanto richiesto come ristoro per il calo di fatturato subito a causa della mancanza di turisti per colpa del Covid. A stabilirlo un nuovo provvedimento del Fisco, approvato ad una decina di giorni di distanza dalla chiusura del bando.

IL BONUS. Il bando “santuari” eroga fino a 150mila euro di contributo ai soggetti esercenti attività d’impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, situati in quei Comuni che ospitano santuari religiosi meta di turismo e che hanno risentito del calo dei visitatori a causa del Covid.

È prevista l’erogazione di un contributo minimo di mille euro per le persone fisiche e di 2mila euro per gli altri soggetti, fino a un massimo di 150mila euro da applicare alla differenza di fatturato fra giugno 2020 e lo stesso mese del 2019. Infatti, la conditio sine qua non per avere accesso al contributo è che il ricavo 2020 sia inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di giugno 2019.

La misura in questione è “sorella minore” di quella prevista dalla legge di Bilancio 2021, che ha integrato quella rivolta alle imprese dei centri storici delle città d’arte, varata dal decreto Agosto.

Nello specifico, al bando possono accedere i soggetti esercenti attività d’impresa di vendita di beni o servizi al pubblico svolte nelle zone A o equipollenti dei comuni dove si trovano santuari religiosi; con una popolazione superiore a 10mila abitanti; una presenza turistica di cittadini residenti in paesi esteri almeno 3 volte superiore al numero dei residenti. Nota bene: il contributo non è cumulabile con il bonus ristoranti, ma potrebbe non impattare invece con il bonus centri storici.

 

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